Le passerelle dell’Autunno Inverno 2026 2027 abbandonano l’idea di un’estetica univoca. La stagione fredda sceglie la frammentazione degli stili, mettendo a confronto volumi sartoriali ampi, linee aderenti, stratificazioni irregolari e materiali d’impatto.
Dai ritorni storici all’uso spregiudicato del colore, ecco una ricognizione dei dieci trend cardine emersi durante le sfilate internazionali.
Broccati e damascati: la reinterpretazione sartoriale
La giacca Bar asimmetrica in tessuto jacquard sulla passerella di Dior.
I tessuti d’ispirazione barocca invadono i guardaroba da giorno. Nina Ricci propone il tailleur strutturato, Balmain l’abito drappeggiato, mentre Ermanno Scervino abbina la giacca damascata alla gonna plissé e Kallmeyer sceglie la longuette dorata.
Da Dior, Jonathan Anderson smorza l’opulenza classica con una neo-giacca Bar asimmetrica: jacquard metallizzato con motivi grafici e floreali, chiusura a fiocco e fodera interna in shearling, pensata per essere abbinata anche a capi basici come il denim.
L’eredità degli anni Ottanta
La felpa a collo alto in color-block presentata da Stella McCartney.
Le silhouette della decade massimalista riaffiorano con spalle marcate, maglie da rugby a righe, pull con zip frontale e fuseaux con staffa. Maison come Valentino, Mugler, Balenciaga e Isabel Marant attingono a piene mani a questo immaginario edonista.
Stella McCartney sintetizza il periodo presentando una felpa sportiva a collo alto caratterizzata da campiture grafiche a contrasto cromatico.
Tartan e stampe a quadri
Il motivo scozzese si allontana dalla tradizione accademica per conquistare formati inediti: minigonne da Louis Vuitton, camicie d’ispirazione grunge da MM6 Maison Margiela e capispalla decostruiti da Acne Studios e Loewe.
Chemena Kamali per Chloé trasforma il check in prairie dress voluminosi e gonne cariche di volant, abbinati a stivali alti in pelle.
Stratificazioni a contrasto
La sovrapposizione dei capi segue una grammatica visiva volutamente disallineata. Cecilie Bahnsen unisce abiti da sera a giacche tecniche outdoor, mentre Marni accosta cappotti animalier a bluse satinate e motivi floreali.
Prada costruisce il look attraverso capispalla monopetto in crinolina trasparente, lasciando emergere i tagli e le forme dell’abito sottostante.
Pellicce sintetiche a pelo lungo
L’eco-pelliccia domina la scena outerwear puntando su impatti scenografici. Si passa dai dettagli d’ispirazione rétro su polsini e colletti visti da Conner Ives alle versioni avvolgenti a pelo lungo di Roberto Cavalli.
Saint Laurent porta il concetto all’estremo con cappotti sintetici sovradimensionati, strutturati e cinti in vita da fibbie metalliche.
Superfici scintillanti: lustrini e paillettes
I riflessi metallici escono dai confini del guardaroba notturno. Balenciaga sceglie cascate di micro-cristalli, Lanvin opta per frange luminescenti ed Etro rivisita la fantasia paisley con paillettes cangianti dal ruggine all’argento.
Miu Miu punta sull’essenzialità della struttura: un tubino dritto in organza trasparente punteggiato da cristalli e paillettes dorate.
Dettagli cinetici: piume e frange
Piume e sfilacciature non sono più semplici ornamenti decorativi ma strumenti di movimento tessile. Alberta Ferretti le applica su basi trasparenti, mentre Rabanne e Fendi le usano per spezzare il rigore della lana e dei completi formali.
Emporio Armani applica il concetto al fondo di abiti lunghi in maglia, dove l’orlo si dissolve in una cascata di frange tattili.
Tonalità a scontro
La tavolozza invernale mette al bando i toni neutri. Issey Miyake mescola arancione e giallo vivo, Stella McCartney combina viola e fucsia, mentre Chanel introduce stratificazioni in rosa acceso e bordeaux.
Nel debutto di Alessandro Michele alla direzione di Valentino, la storica sfumatura di rosso della maison viene affiancata senza mediazioni a tonalità di verde cenere.
Il ritorno del bodycon
Accanto ai tagli over resiste la tendenza diametralmente opposta: silhouette asciugate e capi fascianti in jersey e pelle.
L’interpretazione radicale di Gucci
La visione di Demna per Gucci estremizza questa tensione fisica con tubini neri minimi, tute aderenti e completi che azzerano ogni tolleranza di volume sul corpo.
La trasformazione del completo
La combinazione giacca e pantalone perde la sua impostazione rigida. Il blazer si porta a pelle o accostato al denim, mentre Giorgio Armani introduce camicie destrutturate fermate in vita da pull e cinture sottili.
Il tailleur scuro disegnato da Sarah Burton per Givenchy amplifica i volumi, lasciando che il rigore del taglio sartoriale sia spezzato da colletti aperti e linee volutamente abbondanti.



