Uruguay, seconda emergenza sanitaria nel 2026: il virus H5 colpisce gli allevamenti a Colonia

Uruguay, seconda emergenza sanitaria nel 2026: il virus H5 colpisce gli allevamenti a Colonia
Uruguay, seconda emergenza sanitaria nel 2026: il virus H5 colpisce gli allevamenti a Colonia

Focolaio a Colonia e scudo sanitario nazionale

Il governo dell’Uruguay ha proclamato una nuova emergenza sanitaria su scala nazionale. Il provvedimento è scattato dopo la conferma di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità, riconducibile al ceppo virale H5, all’interno di un gruppo di pollame domestico nel dipartimento di Colonia.

L’allerta ha spinto il ministero dell’Allevamento, dell’Agricoltura e della Pesca a varare misure immediate per circoscrivere l’infezione ed evitare che il patogeno penetri nella filiera produttiva commerciale del Paese.


Biagio Antonacci.

I divieti per il pollame e la chiusura degli eventi

Le disposizioni ministeriali bloccano qualsiasi movimentazione di volatili domestici o esemplari che non rientrino nei registri ufficiali di sorveglianza epidemiologica. Gli allevamenti rurali di cortile e tutti i capi tenuti abitualmente all’aperto devono rimanere confinati all’interno di strutture chiuse e provviste di copertura.

Sono cancellate tutte le esposizioni fieristiche, le aste zootecniche e qualsiasi manifestazione pubblica o rassegna collegata al settore avicolo. L’obiettivo primario è impedire ogni potenziale contatto tra gli animali d’allevamento e l’avifauna migratoria.

La seconda ondata epidemica nel 2026

Per l’Uruguay si tratta della seconda emergenza sanitaria dichiarata per l’influenza aviaria dall’inizio del 2026. Il primo allarme era scattato il 24 febbraio, originato dall’individuazione del virus tra le colonie di uccelli selvatici presenti nei territori dipartimentali di Maldonado, Rocha e Canelones.

La circolazione del ceppo era emersa per la prima volta il 20 febbraio 2026, quando le analisi di laboratorio avevano confermato la positività su una carcassa di cigno recuperata sulle sponde della Laguna Garzón, nell’area orientale dello Stato.

I servizi veterinari hanno rinnovato l’invito a non toccare uccelli che mostrino sintomi evidenti o esemplari trovati morti nei campi e lungo i corsi d’acqua. Qualsiasi avvistamento sospetto deve essere segnalato tempestivamente agli uffici territoriali di biosicurezza per permettere il prelievo dei campioni.

La Safety Car a Monza.

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