Nel pomeriggio del 4 settembre, tra le 15:30 e le 16:00, un raid incendiario ha colpito l’Oasi Argo a Cirò Marina, in provincia di Crotone. Gli autori del gesto hanno agito approfittando dell’allontanamento temporaneo della responsabile, Caterina Semerano, uscita per acquistare farmaci.
Al suo rientro, il rogo aveva già distrutto il box in legno adibito a ufficio logistico e incenerito due furgoni dell’associazione Adozioni Argo. I mezzi servivano regolarmente per il trasporto degli animali verso le famiglie adottive tramite staffette.
L’intervento dei Vigili del Fuoco ha impedito che l’incendio divorasse l’intera struttura nei pressi del fiume Lipuda, mettendo in salvo la maggioranza degli oltre 200 cani ospitati.
La trappola nei container dell’infermeria
Le fiamme hanno travolto l’area medica della struttura. I moduli climatizzati ospitavano sei cani affetti da paralisi e gravi forme di artrite.
Impossibilitati a muoversi e privi di vie di fuga, gli animali sono rimasti intrappolati all’interno, morendo arsi vivi.
Oltre alla conta delle perdite materiali e sanitarie, i volontari sono impegnati nel monitoraggio della colonia felina e nel rifornimento immediato di scorte di emergenza.
I sospetti e le denunce pregresse
I Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina hanno aperto un’indagine per accertare le responsabilità di quello che si delinea come un atto intimidatorio. I controlli si concentrano sulle denunce esposte da tempo dall’associazione contro la gestione opaca dei canili e il business legato al randagismo.
Una serie mirata di danneggiamenti
Per la responsabile della struttura non si tratta del primo episodio. In passato le era già stata data alle fiamme una Renault 5 d’epoca del 1986, appartenuta al padre Nicola Semerano, ex maresciallo dell’Arma dei Carabinieri.
Nel 2019, ignoti avevano tagliato gli pneumatici e danneggiato la carrozzeria di un furgone utilizzato dall’associazione.
La raccolta fondi per la ricostruzione
Per affrontare le spese immediate, ricostruire i box distrutti e garantire medicinali ai sopravvissuti, è stata aperta una campagna di solidarietà su GoFundMe, affiancata da versamenti diretti su IBAN e Postepay intestati a Caterina Semerano.
La struttura raccoglie aiuti e coordinamento forniture tramite i numeri telefonici operativi 3924622204 e 3896555807.

