Un anno dopo aver calcato il red carpet del Lido per presentare il suo film Il rapimento di Arabella, Carolina Cavalli è tornata all’83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Questa volta la regista italiana veste un ruolo istituzionale di rilievo, sedendo nella giuria della sezione Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
L’autrice ha affiancato al proprio impegno critico un percorso visivo rigoroso, affidandosi interamente alle collezioni d’archivio di Giorgio Armani. Una scelta filologica che attraversa quasi trent’anni di storia della moda italiana, ridefinendo il concetto di eleganza da festival.
Carolina Cavalli all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
L’abito-pantalone del 1997 per la prima di Nicolas Pariser
Nella serata di giovedì 10 settembre, in occasione della première della pellicola francese Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, la regista ha sfoggiato una creazione della collezione Giorgio Armani Primavera Estate 1997.
Il modello adotta una costruzione a sorpresa che sintetizza l’avanguardia minimalista di fine millennio: apparentemente un abito lungo bicolore, è in realtà una tuta pantalone con gonna a portafoglio sovrapposta.
Carolina Cavalli sul red carpet della première di Un peu avant minuit
La parte superiore è caratterizzata da un corpetto blu elettrico con spalline invisibili e scollatura laterale profonda sulla schiena. I pantaloni fluidi nella medesima tonalità emergono attraverso lo spacco di un pannello drappeggiato grigio antracite avvolto in vita. L’abbinamento si completa con décolleté nere a punta.
Dettaglio della silhouette con gonna a portafoglio e pantaloni fluidi
Dettagli sartoriali e minimalismo anni Novanta
La sovrapposizione destrutturata rispecchia il manifesto stilistico concepito da Armani nel 1997, pensato per garantire piena libertà dinamica senza sacrificare il rigore formale.
Il retro del capo d’archivio Giorgio Armani Primavera Estate 1997
Il comparto beauty ha mantenuto un’impostazione essenziale: la chioma riccia lasciata al naturale, un trucco luminoso con accento rosato sulle labbra, una sottile catenina d’oro e un bracciale discreto.
Primo piano del beauty look naturale sfoggiato sul tappeto rosso
Il velluto Autunno Inverno 2019-2020 per il tributo a Ellen Burstyn
Lunedì 7 settembre, per la consegna pomeridiana del Leone d’Oro alla carriera all’attrice Ellen Burstyn, Carolina Cavalli ha selezionato una tuta in velluto nero tratta dalla sfilata Giorgio Armani Autunno Inverno 2019 2020.
Il design si distingue per la profonda scollatura geometrica a V sul petto, rifinita da una bordatura semitrasparente. La linea scivola morbida fino alla vita per poi aprirsi in pantaloni affusolati dotati di tasche laterali.
Carolina Cavalli durante la cerimonia per il Leone d’Oro a Ellen Burstyn
Al completo sono state abbinate décolleté a punta scamosciate con tacco a stiletto, una sottile catena dorata e un bracciale essenziale. I capelli ricci sono stati disciplinati con un effetto bagnato alle radici per liberare i lineamenti del viso, valorizzati da toni caldi e rosati.
La tuta in velluto nero Giorgio Armani della collezione Autunno Inverno 2019-2020
La colonna di cristalli per la cerimonia d’apertura
La sera inaugurale di mercoledì 2 settembre, coincisa con la proiezione del film Ink di Danny Boyle, ha visto la giurata indossare un abito a colonna Giorgio Armani d’archivio, proveniente dalla collezione Primavera Estate 2008.
L’abito a colonna color champagne sul tappeto rosso inaugurale
Il modello d’archivio originale della collezione Armani Primavera Estate 2008
Il capo è interamente realizzato in pizzo champagne dorato ricamato con micro-cristalli riflettenti. La struttura presenta spalline sottili e un motivo a torchon incrociato sul corpetto che definisce il punto vita prima di trasformarsi in una gonna fluida fino al suolo.
Particolare della lavorazione in pizzo ricamato con micro-cristalli
L’acconciatura raccolta è stata curata da Massimo Serini per Kérastase con l’impiego dei prodotti della linea Gloss Absolu e delle Glaze Drops per modellare una coda bassa texturizzata dal volume rétro.
Il maquillage ha puntato su un incarnato uniforme, uno smokey eye sfumato nei toni del bronzo e labbra vestite di un rossetto nude satinato in tinta con il tessuto dell’abito.
Il completo maschile al photocall inaugurale
Il debutto ufficiale delle giurie nella mattinata di mercoledì 2 settembre è avvenuto nel segno del formalwear androgino, declinato ancora una volta attraverso i codici sartoriali di Armani.
Carolina Cavalli ha indossato un tailleur pantalone caratterizzato da una micro-texture geometrica a spina di pesce tono su tono. La giacca monopetto destrutturata è stata portata a pelle senza sottogiacca, disegnando uno scollo a V.
A contrastare il rigore del taglio dritto dei pantaloni, l’insieme è stato rifinito con sandali metallizzati a listini sottili e un collier minimale.











