Emma Bonino si è spenta a Roma all’età di 78 anni l’11 settembre 2026, lasciando un’impronta profonda nella storia civile e istituzionale del Paese. Per oltre mezzo secolo la figura di riferimento dell’area radicale ed europeista ha difeso l’autodeterminazione individuale, portando temi allora marginali al centro del dibattito nazionale.
Dalla laurea alla Bocconi all’elezione alla Camera nel 1976
Nata a Bra il 9 marzo 1948, Bonino era la seconda di tre figli e scelse Milano per completare gli studi universitari. Nel 1972 conseguì la laurea in Lingue e letterature straniere all’Università Bocconi, discutendo una tesi incentrata sulla figura di Malcolm X.
La sua attività pubblica prese forma nel pieno delle mobilitazioni giovanili degli anni Settanta, dedicate in larga misura ai diritti della persona. Nel 1975 fu tra le promotrici del CISA (Centro d’Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto), arrivando ad autodenunciarsi per il reato di procurato aborto.
La visibilità maturata sul campo portò alla prima candidatura parlamentare con il Partito Radicale nel 1976. Bonino ottenne il seggio a Montecitorio come capolista in diverse circoscrizioni a soli 28 anni.
La stagione dell’aborto e le lotte civili
La battaglia sull’interruzione volontaria di gravidanza impose Bonino all’attenzione dell’opinione pubblica al fianco di Marco Pannella. La mobilitazione radicale sfociò nel referendum abrogativo del 1981, consolidando una visione rigorosamente laica delle istituzioni.
La difesa della scelta individuale restò la base teorica di ogni sua azione. Bonino ricordò spesso l’insegnamento materno cattolico fondato sul libero arbitrio, ribadendo che non vi fosse alcun estremismo nel rivendicare la titolarità sul proprio corpo.
Nel ventaglio delle sue iniziative trovarono spazio la ferma opposizione all’energia nucleare e il sostegno alla liberalizzazione delle droghe leggere. Fece discutere anche la proposta di introdurre la distribuzione controllata di eroina in Italia, affiancata da campagne mondiali per l’abolizione definitiva della pena di morte.
Dalla fame nel mondo all’esperienza nella Commissione europea
Nel 1978 Bonino contribuì a fondare Food and Disarmament International, organizzazione nata per contrastare la malnutrizione globale secondo le linee del Manifesto dei Premi Nobel. Tra il 1991 e il 1993 guidò il Partito Radicale Transnazionale come presidente, assumendone poi la carica di segretaria generale fino al 1994.
La proiezione comunitaria si concretizzò con la nomina a commissaria europea tra il 1994 e il 1999, incarico assunto insieme a Mario Monti. Bonino gestì i portafogli per gli aiuti umanitari, la pesca, la tutela dei consumatori e, a partire dal 1997, la sicurezza alimentare.
In quegli anni intervenne direttamente sul campo durante le guerre nei Balcani e nei teatri di crisi della regione africana dei Grandi Laghi, dove milioni di profughi affrontavano l’emergenza umanitaria.
Il Protocollo di Maputo e le missioni in Africa
A partire dal luglio 2003 l’attenzione di Bonino si concentrò sulla ratifica del Protocollo di Maputo, documento legato alla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli. Il testo mirava a rafforzare la tutela giuridica delle donne in Africa.
A questo impegno si legò la storica campagna per l’eradicazione delle mutilazioni genitali femminili. Negli stessi anni Bonino visse a lungo in Egitto, dove ricoprì il ruolo di Distinguished Visiting Professor all’Università Americana del Cairo.
I vertici istituzionali tra Palazzo Madama e la Farnesina
Il rientro nel governo italiano avvenne nel 2006 durante il secondo esecutivo Prodi, con la titolarità dei ministeri del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Alle consultazioni successive fu eletta a Palazzo Madama, assumendo il 6 maggio 2008 la carica di vicepresidente del Senato per l’intera XVI legislatura.
Nel 2013 rilanciò con Pannella ed Enzo Tortora la questione del sovraffollamento carcerario attraverso la lista Amnistia, Giustizia e Libertà. Pochi mesi dopo ricevette la nomina a ministra degli Esteri nel governo Letta, restando alla guida della Farnesina fino alla conclusione di quell’esperienza governativa.
Il progetto federale e la fondazione di +Europa
L’obiettivo di creare gli Stati Uniti d’Europa divenne la priorità assoluta dell’ultima fase politica di Bonino. Nel novembre 2017 nacque il cartello elettorale formato da Radicali Italiani, con Riccardo Magi, e Forza Europa di Benedetto Della Vedova.
Nel gennaio 2019 il cartello si strutturò definitivamente come partito politico, confermando le matrici liberale, federalista ed europeista. Bonino assunse la presidenza di +Europa nel 2024.
In vista del rinnovo del Parlamento europeo nel 2024 tentò di aggregare una lista unitaria per gli Stati Uniti d’Europa, progetto rallentato dalla mancata intesa politica tra le componenti guidate da Carlo Calenda e Matteo Renzi.
La malattia e la visita di Papa Francesco
Nel gennaio 2015 Bonino comunicò pubblicamente la diagnosi di un microcitoma polmonare al polmone sinistro, iniziando sedute di chemioterapia. Nel 2023 annunciò la guarigione clinica dal tumore, pur continuando a gestire successivi disturbi all’apparato respiratorio.
Il 5 novembre 2024, a seguito di un ricovero ospedaliero, ricevette nella sua abitazione la visita personale di Papa Francesco, momento di confronto che evidenziò il suo storico dialogo con le componenti religiose sui temi dell’accoglienza e della dignità umana.
La sua scomparsa chiude un percorso cinquantennale fondato sulla convinzione politica, ribadita dal suo partito, che non sia importante quante volte si debba perdere prima di riuscire a conquistare una libertà per tutti.

