Via Carlesso al Monte Baffelan: relazione tecnica, gradi di difficoltà e segreti della classica nelle Piccole Dolomiti

La parete est del Monte Baffelan nelle Piccole Dolomiti, teatro della storica via alpinistica Carlesso
La maestosa parete del Monte Baffelan, icona dell'alpinismo classico nelle Piccole Dolomiti.

La baffelan via carlesso rappresenta una delle pietre miliari dell’alpinismo nelle Piccole Dolomiti, con uno sviluppo di circa 250 metri su difficoltà continue di V e passaggi chiave fino al VI grado (o V+ e A0 nei tratti più severi). Aperta da Raffaele Carlesso, questa linea affronta la storica parete est del Monte Baffelan offrendo un’arrampicata elegante su roccia calcarea lavorata, dove tecnica di piedi e capacità di interpretare le protezioni tradizionali fanno la differenza tra una salita fluida e un’esperienza complessa.

Chi sceglie di affrontare questo itinerario si trova davanti a una struttura verticale caratterizzata da fessure, diedri e camini ben definiti. L’ingaggio psicologico rimane autenticamente classico, richiedendo padronanza della gestione delle soste su chiodi d’epoca e dimestichezza con l’integrazione di protezioni veloci lungo i tiri.

Scheda tecnica e caratteristiche del percorso

La linea si sviluppa lungo la porzione centrale della parete est, sfruttando i punti deboli di una muraglia apparentemente respingente. Per orientarsi correttamente fin dai primi metri, è fondamentale conoscere i parametri fondamentali dell’itinerario.

Parametro Dettaglio
Gruppo montuoso Piccole Dolomiti (Catena del Sengio Alto)
Difficoltà massima VI grado (oppure V+ e A0)
Difficoltà obbligatoria V grado
Sviluppo complessivo Circa 250 metri (8 tiri)
Esposizione Est
Avvicinamento Circa 45-60 minuti da Passo Pian delle Fugazze o Campogrosso
Discesa Via normale lungo la cresta nord-ovest o canale di raccordo

La qualità della roccia è generalmente solida nei tratti di maggiore passaggio, ma conserva la tipica natura prealpina: alcune cenge intermedie presentano detriti ghiaiosi che richiedono cautela assoluta per non scaricare pietre sulle cordate sottostanti.

La roccia delle Piccole Dolomiti richiede una progressione attenta: verificare sempre la tenuta degli appigli prima di caricare il peso e integrare le protezioni fisse con friend medio-piccoli e cordini per le clessidre.

Avvicinamento e attacco della parete

La partenza classica avviene solitamente dall’area del Rifugio Campogrosso o dal Passo Pian delle Fugazze, percorrendo la celebre Strada del Re. Una volta imboccato il sentiero che sale verso la base della parete est del Baffelan, si costeggia lo zoccolo basale fino a individuare la verticale della via, contrassegnata dall’evidente sistema di fessure che solca il settore centrale.

L’attacco si colloca su un terrazzino ghiaioso alla base della prima fessura. Riconoscere il punto esatto è cruciale per non confondere l’inizio della Carlesso con itinerari vicini come la Via Verona o le varianti aperte negli anni successivi.

Relazione tiro per tiro: la salita della Via Carlesso

La progressione si articola lungo tiri logici e verticali, dove la verticalità aumenta progressivamente avvicinandosi alla sezione mediana della parete.

  1. Primo e secondo tiro: Si sale lungo fessure iniziali con pendenze moderate (IV e IV+), fino a sostare su comodi terrazzini. La roccia offre ottime prese a goccia e tacche nette.
  2. Terzo e quarto tiro: Si entra nel vivo della parete con diedri più verticali e passaggi di V grado sostenuto. La chiodatura presente indica la direzione, ma richiede spesso il rinvio di chiodi storici controllandone la stabilità.
  3. Il tiro chiave (quinto tiro): La parete si raddrizza notevolmente. Si supera un diedro fessurato con movimenti tecnici di VI grado (risolvibile in arrampicata artificiale A0), dove la continuità di sforzo mette alla prova la resistenza sugli avambracci.
  4. I tiri sommitali: Dopo il passaggio chiave, le difficoltà scendono progressivamente verso il IV+ e il V, seguendo rampe e piccoli camini che conducono alla crestina terminale poco sotto la vetta.

La vista all’uscita spazia sulla catena del Carega e sulle valli vicentine, regalando un arrivo di grande respiro panoramico dopo l’impegno verticale sostenuto.

Materiale obbligatorio e gestione della sicurezza

Non trattandosi di una via sportiva richiodata a resinati moderni, l’attrezzatura deve essere scelta con cura per affrontare le soste e le protezioni intermedie:

  • Mezze corde da 60 metri per gestire al meglio lo scorrimento e facilitare eventuali ritirate in doppia.
  • Set completo di friend (misure da micro a medie) e una serie di dadi.
  • Numerosi cordini lunghi in kevlar o dyneema per sfruttare le clessidre naturali.
  • Casco obbligatorio sia per i pericoli oggettivi della parete sia per la frequentazione della cima.

Falso mito: “È una via breve, quindi si può fare in mezza giornata senza pianificazione”

Molti arrampicatori considerano le pareti delle Prealpi come falesie di grandi dimensioni, sottovalutando la severità dell’ambiente alpino. Nonostante i 250 metri di dislivello possano sembrare contenuti rispetto alle grandi pareti dolomitiche, la Carlesso presenta una chiodatura d’epoca non sempre ravvicinata e un orientamento che la espone a repentini cambi di meteo.

I temporali pomeridiani estivi rappresentano un fattore di rischio concreto: l’uscita in cresta sotto un rovescio rende la discesa sulla roccia viscida particolarmente insidiosa, motivo per cui una partenza alle prime ore del mattino resta la scelta fondamentale per completare l’itinerario in sicurezza.

Discesa dalla vetta del Monte Baffelan

Dalla croce di vetta, la via di rientro principale segue la cresta verso nord, scendendo lungo tracce di sentiero con alcuni facili passaggi di disarrampicata (I e II grado) attrezzati in alcuni punti con cavi metallici per agevolare il passaggio. Si raggiunge così la forcella che separa il Baffelan dalla Prima Sorella, da cui si scende agevolmente per il canale ghiaioso tornando alla base della parete est e quindi alla Strada del Re.

✨ Hai già affrontato le fessure della baffelan via carlesso o hai in programma di metterti alla prova su questa classica del Sengio Alto?

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