Sciopero medici di base il 15 e 16 settembre: le motivazioni della protesta e le città coinvolte

Ambulatorio medico vuoto durante le giornate di sciopero dei medici di base
Due giornate di mobilitazione nazionale portano alla chiusura degli studi medici e a presidi in diverse città italiane.

Lo sciopero medici base ferma gli studi convenzionati nelle giornate del 15 e 16 settembre, determinando lo stop delle visite ordinarie e delle prescrizioni non urgenti su scala nazionale. La mobilitazione di 48 ore, proclamata dal Sindacato Medici Italiani (SMI), contesta duramente l’accordo stralcio sulle Case della Comunità siglato il 23 giugno e pone al centro la sostenibilità del carico di lavoro per i professionisti dell’assistenza territoriale.

Le procedure di conciliazione e raffreddamento non hanno portato a un’intesa tra le parti, spingendo la categoria verso una serrata accompagnata da sit-in e assemblee pubbliche. Oltre al disagio immediato per gli utenti, la protesta accende i riflettori sulle modifiche strutturali richieste per l’intera medicina generale convenzionata.

Quali sono le motivazioni dello sciopero dei medici di famiglia?

Alla base della protesta c’è il netto rifiuto del cosiddetto debito orario all’interno delle Case di Comunità e l’opposizione al passaggio al ruolo unico. I rappresentanti sindacali denunciano l’imposizione di nuovi obblighi lavorativi senza adeguate garanzie contrattuali o tutele previdenziali equivalenti a quelle del pubblico impiego.

Riteniamo che si sia arrivati a un punto di non ritorno. La parte pubblica continua a chiedere ai medici di famiglia più ore, più obblighi e più responsabilità, senza garantire in cambio né adeguate tutele né condizioni di lavoro sostenibili.

Tra le rivendicazioni presentate dalla dirigenza sindacale figurano punti precisi mirati a ridefinire l’assetto operativo della professione:

  • Istituzione del doppio canale con accesso volontario al rapporto di dipendenza per i medici che lo desiderano.
  • Attivazione della scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale per uniformare la formazione post-laurea.
  • Reintroduzione dell’Area della Medicina dei Servizi e stanziamento di risorse per implementare gli organici del 118.
  • Riconoscimento di tutele piene in caso di maternità e infortunio sul lavoro, finora carenti nel regime di convenzione.

La vertenza punta a scongiurare quello che i sindacati definiscono un impoverimento progressivo dell’assistenza primaria a danno della salute pubblica.

La petizione popolare e il passaggio alla Camera dei Deputati

Il malessere espresso durante le giornate di astensione ha trovato spazio anche sul piano istituzionale. La petizione n. 1451, promossa dalla segretaria generale dello SMI Pina Onotri per chiedere risorse e provvedimenti legislativi a favore della categoria, ha raccolto oltre 9.300 adesioni nell’arco di quaranta giorni. L’atto è stato formalmente assegnato alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio per la discussione parlamentare.

Cosa cambia per i cittadini durante le due giornate di stop?

Una convinzione diffusa è che la proclamazione di uno sciopero sanitario comporti la chiusura totale e indiscriminata di qualsiasi presidio assistenziale. In realtà, la normativa sulle prestazioni indispensabili impone precisi obblighi di continuità per le situazioni urgenti, distinguendo nettamente le visite differibili dagli interventi indifferibili.

Negli orari di attività ambulatoriale dei medici aderenti, le visite programmate, i controlli di routine e la compilazione delle ricette per terapie croniche non urgenti possono subire cancellazioni o ritardi. Resta comunque presidiata l’assistenza domiciliare per i pazienti in condizioni critiche e la gestione delle urgenze cliniche non rimandabili.

Dove si svolgono i presidi e le assemblee di protesta

La mobilitazione nazionale vede manifestazioni fisiche e assemblee territoriali che coinvolgono diverse città italiane, con l’adesione anche della Libera Associazione di Medicina Generale (LAMG).

Città Luogo e orario dell’iniziativa
Roma Sede sindacato SMI, via Sambucuccio d’Alando 9 (ore 10:00 – 13:00)
Milano Piazza Duca d’Aosta, con LAMG (ore 10:00 – 12:00)
Napoli Sede Rai, via Guglielmo Marconi 9 (dalle ore 11:30)
Palermo Piazza Ottavio Ziino, assessorato regionale Salute (dalle ore 10:30)
Pescara Hotel Regent, Lungomare Cristoforo Colombo 64 (dalle ore 9:30)

Continueremo, da parte nostra, nell’impegno per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini.

L’evoluzione del confronto contrattuale sulle Case della Comunità determinerà i prossimi equilibri tra la sostenibilità del lavoro medico e l’organizzazione dei servizi territoriali per gli assistiti.

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