Fabio Maria Damato ha deciso di rompere il silenzio sul legame professionale con Chiara Ferragni e sul caso Pandoro, chiarendo la propria posizione dopo la chiusura delle vicende giudiziarie che lo hanno visto prosciolto insieme all’imprenditrice digitale. L’ex braccio destro operativo delle società del gruppo ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti, spiegando come si siano realmente svolte le dinamiche interne e ribadendo la natura della propria uscita dall’azienda.
La bufera che ha travolto il sistema Ferragni ha segnato uno spartiacque per l’intero panorama della comunicazione digitale in Italia. Dietro i contratti e le strategie commerciali c’era proprio Damato, rimasto a lungo dietro le quinte mentre l’attenzione mediatica e le aule giudiziarie analizzavano ogni singolo dettaglio delle campagne promozionali.
Dall’inchiesta dell’Antitrust al Tribunale di Milano
La complessa vicenda nota come Pandoro-gate ha preso avvio nel 2022, in seguito all’inchiesta giornalistica pubblicata da Selvaggia Lucarelli su Domani, incentrata sulle iniziative benefiche associate ai prodotti dolciari Balocco. L’attenzione si è poi concentrata sulle modalità con cui venivano presentate le donazioni legate all’acquisto del dolce natalizio.
Nel 2023 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è intervenuta formalmente, sanzionando sia le aziende riconducibili a Chiara Ferragni sia la casa dolciaria piemontese per pratiche commerciali scorrette. Da quel provvedimento, il dossier si è allargato includendo le operazioni per le uova pasquali di Dolci Preziosi, fino a sfociare nell’iscrizione nel registro degli indagati per l’ipotesi di truffa aggravata a carico dell’influencer e del suo storico manager.
La decisione giudiziaria e il proscioglimento definitivo
La svolta sul piano penale si è definita davanti ai giudici del Tribunale di Milano, che hanno ridefinito i contorni dell’intera accusa modificando l’impostazione iniziale della procura.
I magistrati milanesi non hanno riconosciuto l’aggravante originaria, riqualificando l’addebito in truffa semplice. A seguito degli accordi risarcitori intercorsi e del conseguente ritiro della querela da parte delle parti offese, il procedimento penale è stato dichiarato estinto, sancendo il proscioglimento formale sia per Chiara Ferragni sia per Fabio Maria Damato.
In questi mesi difficili non ho mai replicato a provocazioni o a informazioni errate circolate sul mio conto perché, da dipendente, credevo non fosse corretto farlo visto il rispetto per le persone, le gerarchie e per le aziende per cui ho lavorato.
Mito e realtà: licenziamento o scelta autonoma?
Attorno all’uscita di scena del manager sono circolate a lungo ricostruzioni discordanti, spesso legate alla narrazione di un allontanamento imposto dal vertice societario per avviare una fase di discontinuità. I fatti documentati indicano una realtà differente, rivendicata con fermezza dallo stesso protagonista.
- La convinzione diffusa: molti hanno attribuito l’allontanamento a una decisione unilaterale dell’azienda, mirata a sacrificare il manager per proteggere l’immagine del brand.
- La realtà documentata: le dimissioni sono state formalizzate come un atto volontario e autonomo, respingendo l’idea di una semplice pedina sacrificata all’interno del riassetto societario.
Il progressivo deterioramento dei rapporti personali e professionali con l’imprenditrice e l’ex marito Fedez ha condotto alla rottura formale consumata nel 2024, quando Damato ha lasciato ogni incarico direttivo nelle società del gruppo.
Le tappe chiave della vicenda Balocco
Per comprendere l’evoluzione della crisi e lo scioglimento della storica collaborazione, ecco una sintesi delle fasi determinanti che hanno segnato il percorso giudiziario e aziendale:
| Fase | Dettaglio dell’evento |
|---|---|
| Origine del caso | Inchiesta giornalistica sulle operazioni benefiche tra Ferragni e Balocco. |
| Intervento AGCM | Sanzione dell’Antitrust per pratiche commerciali scorrette e apertura del fronte legale. |
| Estensione indagini | Coinvolgimento delle campagne dolciarie con Dolci Preziosi e contestazione di truffa. |
| Rottura societaria | Uscita autonoma di Damato dalla gestione operativa delle aziende Ferragni. |
| Esito processuale | Riqualificazione in truffa semplice, remissione delle querele e proscioglimento a Milano. |
Dopo un lungo periodo di riservatezza, Damato ha deciso di intervenire nello studio di Verissimo per consegnare al pubblico la propria ricostruzione su quanto accaduto dietro le quinte della gestione comunicativa e contrattuale.
Ma oggi è opportuno anche rettificare come la mia uscita sia stata una scelta autonoma e volontaria.
La fine dell’alleanza professionale più solida del digital marketing italiano segna una riflessione profonda sui limiti della commistione tra visibilità social, trasparenza commerciale e gestione manageriale.
📱 Il confronto pubblico sulle vicende tra manager e influencer continua a ridefinire le regole della trasparenza online.
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Il caso Pandoro e la versione di Fabio Maria Damato
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Quale posizione ricopriva Fabio Maria Damato all'interno delle aziende di Chiara Ferragni?
Perché: Il testo lo definisce come storico manager ed ex braccio destro operativo delle società del gruppo Ferragni.
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Da quale circostanza ha preso avvio la vicenda nel 2022 prima dell'intervento delle autorità?
Perché: Il caso è iniziato nel 2022 a seguito dell'inchiesta giornalistica firmata da Selvaggia Lucarelli sul quotidiano Domani.
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Oltre ai pandori Balocco, quale altro prodotto è finito al centro delle indagini commerciali?
Perché: L'inchiesta si è estesa fino a includere le campagne promozionali per le uova pasquali a marchio Dolci Preziosi.
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Su quali basi i giudici del Tribunale di Milano hanno decretato il proscioglimento degli indagati?
Perché: L'accusa è stata ridotta a truffa semplice e il ritiro della querela a seguito di accordi risarcitori ha portato all'estinzione del procedimento penale.
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Cosa sostiene Damato in merito alla conclusione del suo incarico professionale nel 2024?
Perché: Damato smentisce la tesi del licenziamento, confermando che la sua uscita è stata una scelta autonoma e volontaria.
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