L’intervista ex braccio destro Ferragni segna il primo confronto televisivo diretto di Fabio Maria Damato, che nello studio di Verissimo davanti a Silvia Toffanin ha chiarito che con Chiara Ferragni «non c’è più un rapporto», definendo al contempo il legame con Fedez «totalmente di circostanza». Il manager quarantaduenne, originario della Puglia e laureato all’Università Bocconi, ha deciso di rompere un prolungato riserbo per difendere il proprio operato e spiegare la sua versione degli eventi seguiti alla bufera del Pandoro Balocco.
Il punto di rottura non riguarda soltanto la gestione dell’immagine pubblica, ma tocca le ripercussioni personali e legali scaturite dal caso commerciale. Damato ha descritto la pressione mediatica subita come un assedio continuo, rivelando di aver vissuto mesi drammatici segnati dalla depressione prima di trovare la forza di rielaborare la propria posizione all’interno delle società del gruppo.
«Mi sentivo braccato, a un certo punto non ho avuto più forza, non volevo alzarmi dal letto»
La testimonianza apre uno squarcio inedito su cosa sia realmente accaduto dietro le quinte del gruppo digitale più esposto d’Italia, a partire dalle scelte comunicative che hanno compromesso definitivamente i vertici operativi.
Cosa ha dichiarato Fabio Maria Damato sul Pandoro Gate
Al centro delle dichiarazioni televisive c’è la vendita del pandoro Balocco Pink Christmas, risalente alle iniziative per il Natale 2022 e legata all’ospedale Regina Margherita di Torino. L’intervento dell’Antitrust aveva formalizzato a dicembre 2023 sanzioni per oltre 1 milione di euro alle società di Chiara Ferragni e per 420 mila euro alla Balocco per pratica commerciale scorretta, portando nel luglio successivo alla rinuncia al ricorso al Tar con il pagamento dell’ammenda da parte dell’imprenditrice, prosciolta poi dall’accusa di truffa aggravata.
Damato, la cui posizione giudiziaria ha visto la rimodulazione dell’ipotesi di reato da truffa aggravata a semplice, ha spiegato che la gestione del caso necessitava di un’assunzione di responsabilità trasparente fin dal primo istante. Nel ricostruire la sequenza dei fatti, l’ex manager ha sottolineato la necessità di distinguere i ruoli operativi dalle scelte di comunicazione complessiva.
«Ho scelto di essere fedele alla mia discrezione, ma questa è anche la mia storia ed è giusto che anch’io mi difenda e che racconti la mia versione»
L’errore comunicativo del video con la tuta grigia
Tra i passaggi più significativi dell’intervista emerge l’analisi del controverso video di scuse realizzato da Chiara Ferragni con la tuta grigia, diventato simbolo della crisi di reputazione. Damato ha ammesso apertamente che quella strategia comunicativa andava impostata in modo differente, spiegando con trasparenza le reali dinamiche della collaborazione benefica anziché puntare su un messaggio percepito come debole o contraddittorio dal pubblico.
La rottura con Chiara Ferragni e il legame con Fedez
Il legame professionale e umano tra Damato e l’imprenditrice digitale si è interrotto bruscamente dopo anni di stretta cooperazione. Il manager ha chiarito che quando un rapporto solido si spezza a causa di tensioni così violente, serve tempo per comprendere se sia possibile qualsiasi forma di recupero, aggiungendo che nessuno è preparato ad affrontare tempeste mediatiche di tale portata.
Parole altrettanto nette sono state riservate al rapporto con Fedez. Damato ha specificato che tra loro non c’è mai stata un’intesa personale, trattandosi di un’interazione puramente formale e limitata al rispetto del ruolo di marito della propria datrice di lavoro, senza alcuna concessione a confidenze o convergenze strategiche.
| Aspetto analizzato | Dichiarazioni di Fabio Maria Damato |
|---|---|
| Rapporto con Chiara Ferragni | Legame del tutto interrotto; per un eventuale recupero servirà tempo |
| Rapporto con Fedez | Contatto formale definito «totalmente di circostanza» |
| Gestione del video di scuse | Comunicazione inadeguata; necessarie scuse diverse e spiegazioni chiare |
| Impatto personale e salute | Mesi di depressione causati dall’assedio mediatico e telecamere sotto casa |
Falsi miti e realtà sul ruolo dell’ex manager
Una credenza diffusa voleva Fabio Maria Damato come unico decisore occulto di ogni singola campagna promozionale e strategica dell’azienda, configurando la figura del manager come sola responsabile delle criticità emerse. I riscontri documentali e societari dimostrano tuttavia che le delibere e gli accordi contrattuali rispondevano a una catena decisionale condivisa, in cui ogni parte coinvolta manteneva compiti specifici e precisi limiti di autonomia.
Un altro elemento chiarito riguarda l’atteggiamento processuale: contrariamente all’idea di una fuga dal dibattito pubblico, Damato ha atteso l’evoluzione degli accertamenti e la conclusione delle fasi preliminari prima di esporre la propria posizione formale, evitando speculazioni durante le indagini più serrate.
📱 Il racconto televisivo di Fabio Maria Damato segna una linea di demarcazione netta nella ricostruzione pubblica delle vicende aziendali legate al brand Ferragni.
👇 Lascia un commento qui sotto per condividere la tua opinione sulle dichiarazioni emerse durante l’intervista.
✨ Continua a seguire gli approfondimenti per monitorare gli sviluppi societari e le novità del settore digitale.
Quiz
Quiz sull'intervista a Fabio Maria Damato
Mettiti alla prova con 5 domande sull'articolo appena letto
-
In quale trasmissione televisiva è avvenuto il primo confronto diretto di Fabio Maria Damato?
Perché: L'ex manager ha deciso di rompere il silenzio nello studio di Verissimo con Silvia Toffanin.
-
Come ha qualificato Damato la natura dei suoi rapporti con Fedez?
Perché: Damato ha definito il legame con Fedez puramente formale e totalmente di circostanza.
-
Quale sofferenza personale ha raccontato di aver affrontato Damato dopo l'esplosione del caso?
Perché: L'intervistato ha riferito di aver attraversato mesi drammatici segnati dalla depressione a causa della pressione mediatica.
-
In quale modo si è trasformata l'accusa penale formulata verso Fabio Maria Damato?
Perché: Il testo riporta che la sua posizione giudiziaria ha visto la rimodulazione dell'ipotesi di reato da truffa aggravata a semplice.
-
Quale falsa convinzione sul conto di Damato viene smentita dai documenti societari?
Perché: I riscontri societari provano che le scelte aziendali derivavano da una catena decisionale condivisa e non da un unico decisore occulto.
Le tue stelle: 0 ⭐
Invita gli amici con il tuo link — ogni amico che ti regala stelle vale 5 ⭐

