Il destino dello stabile ex Inpdap in via Santa Croce in Gerusalemme e delle sue 110 famiglie evacuate dopo il principio di incendio di fine luglio è a un bivio decisivo, mentre il Comune di Roma porta avanti le trattative per l’acquisto con la società proprietaria Investire SGR. L’edificio, situato nel cuore del V Municipio, rappresenta da anni un presidio dove diritto alla casa e laboratori di mutualismo si intrecciano costantemente.
Attorno alla vertenza si concentra un acceso confronto pubblico che investe le politiche abitative della capitale e il valore delle Spin Time attività artistiche, formative e civiche nate all’interno di quegli spazi.
Che cosa rappresenta il modello sociale in via Santa Croce in Gerusalemme
L’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme non è mai stato unicamente un complesso residenziale informale. Nel corso degli anni la comunità insediata ha dato vita a una fitta rete di iniziative aperte al quartiere, trasformando stanze ed ex uffici in aule studio, sale prova, sportelli di supporto legale e spazi per concerti e spettacoli.
Queste pratiche hanno generato un laboratorio urbano inedito per il quadrante compreso tra Porta Maggiore e l’Esquilino, rendendo il luogo un punto di riferimento per migliaia di studenti, precari e nuclei familiari a basso reddito. La gestione interna si è strutturata attorno alla condivisione dei servizi essenziali e alla creazione di spazi comuni dedicati all’aggregazione giovanile e all’inclusione sociale.
Il tavolo istituzionale: le 110 famiglie e la trattativa con la proprietà
La situazione dell’edificio ha subito un’accelerazione dopo l’evacuazione preventiva seguita al principio di incendio verificatosi a fine luglio. Il sindaco Roberto Gualtieri ha ribadito l’impegno dell’amministrazione capitolina per individuare soluzioni abitative definitive per i nuclei familiari coinvolti e per salvaguardare la continuità del percorso socio-culturale.
Il nodo centrale rimane l’interlocuzione con Investire SGR, fondo proprietario dell’immobile. Il Campidoglio punta all’acquisizione dell’edificio per integrarlo nel patrimonio pubblico destinato all’edilizia sociale e ai servizi collettivi, un’operazione complessa sul piano finanziario e urbanistico.
La dialettica tra movimenti e associazioni territoriali
La vertenza ha aperto una discussione interna tra le varie sigle dell’attivismo romano. Da una parte, realtà come CGIL, Nonna Roma, NoKings, il Polo civico dell’Esquilino, il CSOA La Strada e il Social Forum Abitare hanno confermato il loro pieno sostegno al percorso di regolarizzazione e tutela dell’immobile.
Dall’altra parte, realtà come Arci Roma, il Comitato di lotta contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, il gruppo contro lo Stadio di Pietralata, il comitato contro la riqualificazione degli ex Mercati Generali, il comitato contro il biodigestore di Casal Selce e il Comitato di Autodifesa abitativa hanno scelto di non partecipare alle manifestazioni comuni, contestando le strategie complessive di trasformazione urbana.
“Non è possibile assumere una singola vertenza come modello generale cui ricondurre le diverse lotte della città”
La frizione mette in luce due visioni differenti: chi sostiene l’urgenza di blindare il percorso istituzionale di salvaguardia per Spin Time e chi teme che trattative isolate con grandi fondi immobiliari indeboliscano la battaglia complessiva sul diritto alla città.
Mito e realtà sul ruolo dell’immobile
Esiste spesso la percezione che le occupazioni abitative siano spazi del tutto slegati dal tessuto della città o impermeabili ai cittadini esterni. La realtà di via Santa Croce in Gerusalemme evidenzia dinamiche differenti, confermate dal coinvolgimento costante di operatori culturali, volontari e associazioni del territorio.
Al tempo stesso, la complessità gestionale di un edificio di grandi dimensioni pone questioni stringenti in termini di sicurezza strutturale e conformità impiantistica, aspetti resi evidenti dalla necessità di ricollocare temporaneamente le famiglie residenti per garantire la loro incolumità.
Le posizioni a confronto sulla vertenza
| Attori coinvolti | Orientamento strategico |
|---|---|
| Roma Capitale | Ricerca di alloggi stabili per i residenti e trattativa con Investire SGR per l’acquisto dell’immobile. |
| Comunità di Spin Time e realtà solidali | Difesa dell’esperienza collettiva, tutela del diritto all’abitare e rilancio dei laboratori culturali. |
| Comitati territoriali e Arci Roma | Rifiuto di considerare una singola trattativa come modello generale per l’intera governance cittadina. |
| Investire SGR | Proprietà dell’immobile, coinvolta in diversi piani di rigenerazione urbana nella capitale. |
I punti chiave per il futuro degli spazi sociali
Il percorso intrapreso da Roma Capitale per definire l’assetto di via Santa Croce in Gerusalemme traccia una serie di passaggi operativi determinanti:
- Messa in sicurezza e perizie: verifica tecnica delle condizioni strutturali dell’edificio a seguito dell’evento di luglio.
- Assegnazione alloggi: conclusione dei percorsi di accoglienza stabile per i 110 nuclei familiari evacuati.
- Accordo di compravendita: definizione dei parametri economici con Investire SGR per formalizzare il passaggio al patrimonio pubblico.
- Rilancio delle attività: ridefinizione del piano di utilizzo degli spazi comuni dedicati a mutualismo, formazione e cultura.
📱 Seguire l’evoluzione di questa vertenza aiuta a comprendere le future direzioni dell’urbanistica sociale nella capitale.
💚 La conciliazione tra sicurezza degli edifici, diritto all’abitare e tutela delle iniziative dal basso resta una sfida cruciale per tutta la cittadinanza.
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Quiz
Quiz sulla vertenza di via Santa Croce in Gerusalemme
5 domande sull'articolo appena letto
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Quanti nuclei familiari sono stati costretti a lasciare l'immobile dopo il principio di incendio di fine luglio?
Perché: L'articolo specifica che le famiglie evacuate a seguito dell'evento sono 110.
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Quale obiettivo persegue Roma Capitale nel confronto con la società proprietaria dell'edificio?
Perché: Il Comune punta all'acquisizione dell'immobile per integrarlo nel patrimonio pubblico a scopo sociale.
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In quale quadrante urbano si colloca l'esperienza di mutualismo e cultura descritta nel testo?
Perché: Il testo menziona espressamente il laboratorio urbano sorto nel quadrante compreso tra Porta Maggiore e l'Esquilino.
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Qual è la principale critica mossa da realtà come Arci Roma e altri comitati territoriali nei confronti della mobilitazione?
Perché: I comitati ritengono non sia possibile ricondurre l'intera governance urbana a una vertenza isolata.
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Quale tra questi interventi costituisce una delle priorità operative fissate per il futuro dell'immobile?
Perché: Tra i passaggi chiave figurano la messa in sicurezza e le perizie tecniche dopo i fatti di luglio.
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