Benedetta e Domitilla, le due sorelline di 12 e 8 anni scomparse nel nulla, sono state ritrovate sane e salve dopo essere rimaste chiuse per ben 21 ore all’interno di un’attività commerciale a San Cataldo. L’angoscia per le sorti delle piccole si è trasformata in sollievo quando i soccorritori le hanno individuate, ponendo fine a un’allerta che teneva con il fiato sospeso l’intero territorio nisseno.
Le minori sono state subito trasferite presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per i controlli sanitari di rito, che hanno confermato le loro buone condizioni generali. La vicenda, tuttavia, è ben lontana dall’essere archiviata: la Procura della Repubblica e i Carabinieri hanno posto i sigilli all’esercizio commerciale in Corso Vittorio Emanuele per chiarire come le due giovani siano potute rimanere intrappolate così a lungo senza che nessuno desse l’allarme.
Il ritrovamento nel locale e l’intervento dei soccorritori
A stringere il cerchio intorno all’edificio sono stati due volontari della Protezione Civile, guidati dalle segnalazioni raccolte tra i residenti dell’area. Le due sorelle si trovavano all’interno di un negozio gestito da cittadini cinesi, situato a poca distanza dalla loro abitazione.
Agli operatori intervenuti sul posto, le due bambine hanno spiegato con disarmante semplicità di essersi addormentate all’interno dei locali durante la notte. Per tutto l’arco temporale della loro permanenza non sono state registrate urla, rumori insoliti o richieste d’aiuto provenienti da dietro la saracinesca abbassata, rendendo ancora più fitto il mistero su come si siano svolti i fatti prima della chiusura serale.
La discrepanza sugli orari e il nodo delle testimonianze
Il primo elemento su cui si concentrano gli accertamenti degli inquirenti riguarda la cronologia degli spostamenti. Il padre delle minori, Alessandro C., ha riferito ai militari dell’Arma di aver passeggiato con le figlie lungo Corso Vittorio Emanuele intorno alle 20:00, per poi allontanarsi con il terzo figlio di dieci anni per andare a comprare il pane e darsi appuntamento a casa, dove però le due bambine non sono mai arrivate.
Questa versione entra in diretto contrasto con quanto dichiarato dalla titolare dell’attività commerciale. La commerciante ha infatti sostenuto a verbale di aver visto entrare le due giovanissime all’interno del negozio già dopo le 19:00, determinando uno scarto temporale di circa un’ora su cui si concentrano i rilievi.
Sul posto sono intervenuti il comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta e il pubblico ministero di turno della Procura per coordinare lo svolgimento degli ulteriori approfondimenti d’indagine delegati alla tenenza dell’Arma, assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilità e a verificare alcune circostanze ancora poco chiare di una vicenda conclusasi con il ritrovamento, in tempi rapidi, delle due bambine.
La gestione dei tempi e la denuncia
Un ulteriore punto d’ombra riguarda la gestione dell’allarme da parte della famiglia. Nonostante il mancato rientro risalisse alla prima serata del venerdì, la denuncia formale di scomparsa è stata sporta dal genitore solamente la mattina seguente presso gli uffici dell’Arma.
Fatti accertati contro voci: cosa sappiamo finora
Nelle ore concitate della sparizione si erano moltiplicate le supposizioni su un possibile allontanamento verso altre zone o su scenari di pericolo all’aperto. La realtà investigativa ha dimostrato che le bambine non hanno mai lasciato il perimetro centrale di Corso Vittorio Emanuele, trovando riparo dentro un locale che conoscevano.
| Elemento dell’indagine | Dettaglio accertato |
|---|---|
| Tempo trascorso nel locale | 21 ore complessive |
| Luogo del ritrovamento | Negozio in Corso Vittorio Emanuele |
| Stato di salute | Buono, visitate all’Ospedale Sant’Elia |
| Stato dell’immobile | Sotto sequestro giudiziario per rilievi |
| Soggetti che hanno individuato le minori | Due volontari della Protezione Civile |
Il quadro familiare e le indagini coordinate dalla Procura
L’episodio si inserisce all’interno di un contesto domestico già noto alle autorità. Il genitore, separato da una donna di origini colombiane residente in un’altra città, ha l’affidamento di sei figli; nel 2023 entrambi i coniugi erano stati denunciati per presunti maltrattamenti, portando al temporaneo collocamento dei minori in comunità.
Per ricostruire ogni istante antecedente all’abbassamento della saracinesca, gli investigatori hanno acquisito i filmati registrati da tutti gli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona. I rilievi tecnici all’interno dell’immobile sequestrato dovranno stabilire se le due sorelle si siano nascoste volontariamente o se vi siano state negligenze e responsabilità di terzi nella loro prolungata permanenza.
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Quiz
Quiz sul caso di San Cataldo
Cinque domande su quanto accaduto nel caso delle due sorelline
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In quale luogo sono state ritrovate le due sorelle dopo quasi un giorno di ricerche?
Spiegazione: Le bambine sono state trovate chiuse all'interno di un'attività commerciale a San Cataldo.
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Chi ha rintracciato per primo le due minori seguendo le segnalazioni della zona?
Spiegazione: L'articolo indica chiaramente che a individuare le bambine sono stati due volontari della Protezione Civile.
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Cosa hanno riferito le due sorelline per spiegare la loro mancata uscita dal locale?
Spiegazione: Le bambine hanno spiegato agli operatori di essersi semplicemente addormentate dentro il locale.
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Su quale elemento temporale si evidenzia un contrasto tra il padre e l'esercente?
Spiegazione: Il padre colloca la passeggiata intorno alle 20:00, mentre la negoziante afferma di aver visto entrare le minori già dopo le 19:00.
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Quale provvedimento aveva riguardato il nucleo familiare nel corso del 2023?
Spiegazione: Nel 2023 una denuncia per presunti maltrattamenti aveva portato al temporaneo collocamento dei minori in comunità.
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