Presley Gerber: il trattamento estremo in Messico prima della morte a 27 anni

Presley Gerber in un ritratto pubblico
Presley Gerber, scomparso all'età di 27 anni dopo un lungo percorso di lotta per la propria salute mentale.

Il modello Presley Gerber, figlio della celebre top model Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber, è morto all’età di 27 anni all’interno di una struttura di riabilitazione a Los Angeles. Sei mesi prima del decesso, il giovane aveva documentato sui propri canali social il ricorso a una terapia sperimentale a base di ibogaina a Cancún, in Messico, ammettendo pubblicamente di essere stato «assolutamente terrorizzato» prima di sottoporsi a questo controverso trattamento per contrastare le proprie dipendenze.

I registri ufficiali dell’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles hanno certificato la morte avvenuta di domenica, precisando che la causa del decesso non è stata ancora determinata e resta subordinata al completamento degli accertamenti tossicologici e clinici. Il dramma riaccende un’attenzione dolorosa sull’ultimo periodo affrontato dal modello, segnato da una ricerca profonda di recupero e dal tentativo di lasciarsi alle spalle anni di sofferenza psicologica.

La scomparsa a soli 27 anni lascia aperti diversi interrogativi sul percorso clinico intrapreso negli ultimi mesi.

La clinica di Cancún e la somministrazione di ibogaina

Nel marzo precedente alla scomparsa, Presley Gerber aveva deciso di condividere con i propri follower le immagini registrate poco prima di assumere una dose massiccia del preparato vegetale presso la struttura specializzata Beond Ibogaine di Cancún. Il modello aveva spiegato di trovarsi di fronte a una cosiddetta «Pre Ibogaine Flood Dose», ringraziando pubblicamente il personale della clinica per il supporto medico e umano ricevuto in una fase vissuta con profonda angoscia interiore.

L’ibogaina è un alcaloide psicoattivo naturale estratto dalla corteccia della radice della Tabernanthe iboga, un arbusto originario dell’Africa centro-occidentale. I sostenitori di questo approccio non convenzionale sostengono che la molecola sia in grado di attenuare le crisi di astinenza e operare una sorta di riconfigurazione dei recettori neurali coinvolti nei meccanismi compulsivi legati all’abuso di sostanze.

«Prima che tutto cambiasse… ero assolutamente terrorizzato e so che lo sarei di nuovo di fronte a una prova simile. Mi sono aggrappato a due pensieri: imparare ad amarmi e sperare che fosse l’ultima volta.»

Questo passaggio, affidato a un lungo messaggio social, evidenziava il tentativo estremo di chiudere per sempre un capitolo doloroso durato anni.

La realtà scientifica contro il mito della cura rapida

Molti considerano le terapie psichedeliche all’estero come soluzioni rapide o miracolose prive di controindicazioni. La realtà medica e normativa è ben diversa: l’ibogaina è classificata negli Stati Uniti come sostanza illegale compresa nella Schedule I, priva di qualsiasi autorizzazione medica formale per la cura delle tossicodipendenze, e comporta rischi sanitari documentati, inclusi gravi effetti collaterali a carico dell’apparato cardiovascolare.

Mentre nazioni come Canada e Brasile ne regolamentano l’accesso esclusivamente dietro rigida prescrizione medica specialistica, in Messico diversi centri privati accolgono pazienti da tutto il mondo con percorsi dedicati. La clinica scelta da Gerber, ad esempio, propone programmi residenziali di circa dieci giorni con costi di partenza fissati a 12.500 dollari, mettendo a disposizione team composti da medici, infermieri e figure dedicate all’integrazione psicologica.

Parametro clinico e legale Dettagli documentati
Classificazione negli USA Sostanza Schedule I (illegale e non approvata per uso medico)
Origine botanica Alcaloide estratto dalla pianta africana Tabernanthe iboga
Status in Brasile e Canada Ammessa esclusivamente sotto regime di prescrizione medica
Costo medio del programma A partire da 12.500 dollari per percorsi residenziali di 10 giorni
Sintomi e rischi correlati Effetti psicoattivi intensi e segnalazioni di gravi eventi avversi

Il sostegno compatto di Cindy Crawford e della famiglia

Di fronte alla decisione del figlio di rendere pubblico il percorso intrapreso per tutelare la propria salute mentale, la famiglia Gerber si era stretta attorno a lui con manifestazioni incondizionate di affetto e vicinanza emotiva. La madre Cindy Crawford aveva commentato pubblicamente il video sottolineando la determinazione del giovane nel voler voltare pagina dopo una lunga battaglia interiore.

«Sei un guerriero! Hai attraversato il fuoco per ritrovare te stesso! Sono così fiera!»

Anche la sorella, la modella Kaia Gerber, e il padre Rande Gerber avevano elogiato il coraggio dimostrato dal ragazzo, ricordando come ammettere le proprie fragilità e scegliere di affrontare i propri demoni richieda una forza straordinaria. La stessa struttura messicana aveva espresso riconoscenza per la sincerità del modello, descrivendo la sua testimonianza come un atto di trasparenza verso chi affronta le medesime sofferenze.

Il percorso affrontato dal giovane modello includeva tappe specifiche:

  • Presa di coscienza del malessere: la decisione di non fuggire più dai propri problemi di dipendenza e fragilità emotiva.
  • Il ricovero all’estero: il viaggio verso il centro Beond Ibogaine in Messico per accedere alla somministrazione controllata.
  • L’esperienza della Flood Dose: l’assunzione di un dosaggio elevato per cercare un reset dei circuiti cerebrali della dipendenza.
  • La riabilitazione continuativa: il successivo ingresso in una struttura specializzata a Los Angeles per proseguire il recupero.

Le indagini del medico legale dovranno ora chiarire con precisione le cause del decesso sopraggiunto nella clinica di Los Angeles, chiudendo tragicamente l’esistenza di un giovane che aveva cercato fino all’ultimo di riconquistare il controllo della propria vita.

💚 La scomparsa di un ragazzo di 27 anni lascia sempre una profonda commozione e riaccende il dibattito sulla salute mentale e sui percorsi di supporto per chi affronta le dipendenze.

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