Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha debuttato in anteprima mondiale Everest: The Other Side, il documentario diretto dai registi premio Oscar Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin. Al centro dell’opera c’è l’impresa dell’alpinista Jim Morrison, il primo uomo ad aver completato la discesa con gli sci lungo la parete Nord dell’Everest.
La prima discesa con gli sci dalla parete Nord
Migliaia di persone sono arrivate in vetta percorrendo la classica cresta sud-orientale dal versante nepalese. Soltanto una minima parte di alpinisti ha raggiunto la cima dal versante settentrionale e nessuno era mai riuscito a scendere con gli sci.
Lo scialpinista Jim Morrison scala la parete Nord dell’Everest.
Il lutto e la memoria di Hilaree Nelson
Le riprese del film si sono sviluppate nell’arco di diversi anni e sono state segnate dalla morte della compagna di Morrison, Hilaree Nelson, rimasta uccisa da una valanga. La spedizione è diventata per lo sciatore un percorso di elaborazione del dolore.
Prima di perdere la compagna, Morrison aveva già affrontato la scomparsa della prima moglie e dei due figli in un incidente aereo. «Nella vita ho dovuto affrontare molte perdite e la montagna mi ha restituito molto, mi ha aiutato ad andare avanti», ha dichiarato l’atleta a Venezia.
Il limite a quota 8.800 metri
Il regista Jimmy Chin ha spiegato le motivazioni che spingono verso sfide così estreme: «Dal mio punto di vista non siamo dei pazzi. Forse sono gli altri a esserlo perché non trascorrono abbastanza tempo in montagna».

Per Chin, l’approccio di Morrison è paragonabile a quello di un artista: «Jim è un appassionato di alpinismo come un musicista lo è della musica o un pittore della pittura. Riuscire a raggiungere questo livello, affrontando il rischio a 8.800 metri, richiede l’esperienza di una vita».
L’impatto della crisi climatica sull’Himalaya
La parete Nord dell’Everest mostra anche i segni tangibili del riscaldamento globale. Morrison ha tracciato un parallelo con la sua esperienza diretta sulle montagne europee: «Nella mia breve vita ho visto le montagne cambiare drasticamente. Ho trascorso molto tempo sulle Alpi, in Europa, osservando i ghiacciai. Quello che vedevo da bambino non esiste più».
L’alpinista ha ricordato il ruolo fondamentale degli sherpa e degli amici nepalesi, richiamando l’attenzione sui recenti disastri naturali che hanno colpito il Nepal a causa delle anomalie meteo. La co-regista Elizabeth Chai Vasarhelyi ha confermato la linea del progetto: «Cerchiamo di raccontare storie che riflettano la connessione tra la natura e l’uomo. Ciò che è accaduto in Nepal è simile ai fenomeni che vediamo in tutto il mondo».
Everest: The Other Side uscirà nelle sale il 30 ottobre.


