I dati raccolti dall’Osservatorio sulla Vista del Gruppo Refrattivo Italiano delineano una crescita costante dei difetti visivi tra le nuove generazioni. L’indagine clinica ha monitorato oltre 22.000 pazienti e 42.530 occhi tra il 2020 e il 2026, evidenziando una diffusione massiccia del problema tra i giovani adulti.
Nella fascia anagrafica compresa tra i 18 e i 45 anni, il 78,4% dei soggetti presenta una diagnosi di miopia. Il dato più critico riguarda l’entità del difetto: il 26,4% dei candidati all’intervento di chirurgia refrattiva manifesta una forma severa, pari o superiore alle 6 diottrie.
Miopia, oltre il 25% dei giovani presenta una forma grave
L’impatto clinico e le fasce anagrafiche più colpite
La condizione visiva non comporta soltanto l’obbligo di indossare occhiali o lenti a contatto. Valori refrattivi così elevati incrementano sensibilmente sul lungo termine la probabilità di sviluppare patologie a carico della retina.
L’incidenza raggiunge il picco tra i 18 e i 29 anni, coinvolgendo l’80,7% degli occhi analizzati. La percentuale resta pressoché identica nel gruppo di età tra i 30 e i 39 anni, attestandosi all’80,2%.
Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che entro il 2050 quasi la metà della popolazione globale risulterà miope. Un trend che gli specialisti definiscono ormai come una vera emergenza sanitaria su scala internazionale.
“La miopia è oggettivamente considerata oggi un’epidemia e i numeri ce lo dicono chiaramente, sia quelli delle statistiche dell’OMS sia quelli che abbiamo rilevato nelle nostre cliniche”, ha spiegato il dottor Andrea Russo, oculista e chirurgo refrattivo del Gruppo Refrattivo Italiano. “Contiamo tre pazienti su quattro che si rivolgono alle nostre strutture con miopia e, tra questi, circa uno su quattro presenta una miopia grave, superiore alle 6-7 diottrie”.
Origini del fenomeno e falsi miti tecnologici
Contrariamente alla convinzione comune, la diffusione della miopia non nasce con l’avvento dei dispositivi digitali. Le prime curve di crescita statistica risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, molto prima dell’introduzione dei display elettronici.

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Fattori ambientali e sviluppo oculare
“Differentemente da quanto si pensa, non sono gli smartphone e i computer la vera causa della miopia”, ha precisato Russo. La variabile determinante è rappresentata dallo stile di vita al chiuso durante le fasi di crescita biologica.
La carenza di esposizione diretta alla luce naturale durante l’infanzia e l’adolescenza impedisce all’occhio di regolare correttamente il proprio sviluppo anatomico, favorendo l’allungamento del bulbo e la progressione del difetto.
Le opzioni terapeutiche e la correzione chirurgica
Nei pazienti adulti con miopie importanti, l’oculistica moderna dispone di protocolli di correzione avanzati, stabiliti dopo accurate valutazioni di idoneità clinica.
“Oggi disponiamo di tecniche laser molto raffinate, che possono offrire una qualità visiva superiore rispetto a quella ottenibile con occhiali e lenti a contatto”, ha sottolineato il chirurgo. Per i difetti refrattivi che non possono essere trattati mediante rimodellamento corneale laser, la chirurgia ricorre alle procedure intraoculari.
Tra queste, l’impianto di lenti fachiche ICL prevede l’inserimento di una microscopica lente biocompatibile all’interno dell’occhio, preservando le strutture naturali e correggendo le miopie più elevate.



