Gianni Infantino non fa passi indietro e rilancia la propria leadership al vertice del calcio mondiale. L’organo di governo internazionale ha confermato che l’attuale presidente si presenterà alle prossime elezioni federali in programma nel marzo 2027 in Marocco.
In carica dal 2016, il dirigente svizzero ha ribadito la linea espressa mesi fa tramite il suo portavoce: il piano di ricandidatura, annunciato per la prima volta ad aprile, resta pienamente confermato.
I retroscena del progetto fondi e lo scontro frontale con Nyon
La decisione di Infantino giunge dopo mesi di forti turbolenze interne. La presidenza è finita sotto pressione in seguito al mancato decollo del progetto destinato a cedere quote di rilevanti competizioni Fifa, inclusi i Mondiali, a società di investimento private.
Il dossier commerciale ha provocato una rottura immediata con la Uefa, che ha risposto minacciando il boicottaggio globale di tutte le manifestazioni organizzate dalla Fifa, compresa la Coppa del Mondo.
I rapporti diplomatici tra Zurigo e il quartier generale europeo si sono inaspriti ulteriormente negli ultimi giorni, culminati nell’accusa ufficiale mossa dalla Fifa verso la Uefa di condurre una vera e propria campagna diffamatoria ai danni della dirigenza in carica.
I tempi elettorali e il nodo opposizione
I contendenti hanno tempo fino al 18 novembre per formalizzare le candidature alla presidenza.
Ufficialmente non risultano altri nomi depositati per la corsa al vertice. Diverse indiscrezioni indicano come potenziale rivale Victor Montagliani, attuale numero uno della confederazione Concacaf.

