Daniela Zuccoli rompe il silenzio sulla gestione del ricordo di Mike Bongiorno e punta il dito contro Mediaset. In un’intervista rilasciata a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, la stilista ha rivelato retroscena inediti sui rapporti interrotti con i vertici dell’azienda fondata da Silvio Berlusconi.
Nonostante il legame storico tra il conduttore e l’ex premier, padrino di battesimo del figlio Leonardo, i contatti tra la famiglia e il network si sono azzerati subito dopo i funerali di Stato celebrati al Duomo di Milano.
La proposta ignorata per La Ruota della Fortuna
Il nodo centrale riguarda il rilancio de La Ruota della Fortuna, format storico di Bongiorno affidato a Gerry Scotti, che lo stesso Mike indicava apertamente come suo erede televisivo. Zuccoli aveva sottoposto a Cologno Monzese un’idea precisa per omaggiare la memoria del marito attraverso una finalità benefica.
“Proposi una casella con il volto di Mike, come un jolly da legare a una vincita da dare in beneficenza, ma non ho avuto risposta”, ha spiegato la vedova. Zuccoli ha inoltre ricordato di aver respinto al mittente un progetto di fiction avanzato dai vertici dell’emittente appena un mese dopo il lutto.
“Mai più frequentato Mediaset e mai loro hanno fatto una cortesia a noi, ma non ne abbiamo bisogno”, ha precisato la fondatrice della Bongiorno Production, sottolineando la totale assenza di repliche ufficiali da parte dell’azienda televisiva.
La cronologia degli ultimi giorni e il malore fatale
Il racconto ripercorre in modo dettagliato le ore immediatamente precedenti alla morte del presentatore, avvenuta l’8 settembre 2009 all’età di 85 anni. Una sequenza temporale fitta di avvenimenti familiari iniziata il 5 settembre, con la festa per i 20 anni del figlio Leonardo.
Il 6 settembre nacque alla clinica Mangiagalli di Milano la nipote Luce, figlia di Nicolò. Il giorno successivo la coppia partì per Montecarlo, dove Mike appariva sereno e in salute.
La mattina dell’8 settembre, dopo la colazione, i giornali sul cuscino e un sigaro in poltrona, Zuccoli mostrò al marito la prima fotografia della neonata ricevuta sullo smartphone. Pochi istanti dopo il commento del presentatore, arrivò il collasso improvviso nella camera da letto.
Il furto della bara e la cremazione
Zuccoli è tornata anche sulla vicenda del gennaio 2011, quando una banda di criminali trafugò il feretro di Bongiorno dal cimitero di Dagnente, frazione di Arona sul Lago Maggiore.
Il corpo fu ritrovato intatto mesi dopo nelle campagne intorno a Milano, con i sigilli di ceralacca ancora preservati. Subito dopo il recupero da parte delle forze dell’ordine, i familiari optarono per la cremazione definitiva delle spoglie per scongiurare qualsiasi altro tentativo di ricatto o profanazione.

