La riapertura degli istituti scolastici, avviata a Bolzano e in estensione a tutto il territorio nazionale, segna la fine delle vacanze estive e il ritorno a ritmi scanditi da orari rigidi. Per molti studenti questo passaggio non è indolore e può generare una vera e propria forma di ansia.
L’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato una mini-guida per orientare le famiglie, ricordando che il disagio legato alla ripresa rientra in un processo naturale di adattamento. Come spiegato da Chiara Cattaneo, ricercatrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Iss, e da Vittorio Palermo, del Dipartimento di malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, il malessere scolastico ha radici multidimensionali che uniscono aspetti sociali, educativi e psicologici.
I campanelli d’allarme nelle diverse fasce d’età
Il cosiddetto mal di scuola non si presenta nello stesso modo lungo tutto il percorso di crescita. L’età dello studente modifica la natura delle preoccupazioni e il modo in cui vengono manifestate all’interno del nucleo familiare.
- Scuola dell’infanzia e primaria: prevale il timore del distacco dalle figure genitoriali e di riferimento.
- Scuola secondaria di primo grado: emergono ansie legate al rendimento scolastico, alle valutazioni e al carico di studio.
- Adolescenza: il gruppo dei pari assume un ruolo centrale e la paura di esclusione o giudizio sociale determina forti tensioni emotive.
- Passaggi di ciclo: il cambio di edificio, compagni e docenti costituisce un momento critico anche per chi non ha mai mostrato difficoltà pregresse.
Sintomi somatici e cambiamenti comportamentali
L’ansia da ripresa può tradursi in richieste pressanti di rassicurazione, improvvisa irritabilità e calo dell’attenzione. Frequente è la comparsa di disturbi fisici senza causa organica evidente, come cefalea, dolori addominali, nausea, inappetenza e alterazioni del sonno.
Nei casi più intensi emergono vere e proprie condotte di evitamento, come la resistenza a prepararsi al mattino, il rifiuto di uscire di casa o il tentativo sistematico di eludere i compiti.
Un alunno davanti a libri e quaderni in vista del nuovo anno scolastico.
Le 7 raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità
Gli esperti dell’ISS hanno sintetizzato le linee guida pratiche per sostenere bambini e adolescenti durante i primi giorni di lezione:
1. Ripristino graduale delle routine. È necessario riallineare gli orari di sonno e sveglia qualche giorno prima del via, riducendo l’uso di smartphone e tablet la sera e riordinando insieme materiali e zaini.
2. Cura di sonno e alimentazione. Orari regolari per i pasti, colazioni complete e un numero adeguato di ore di riposo abbassano la vulnerabilità allo stress e migliorano la concentrazione.
3. Ascolto attivo. Riconoscere le preoccupazioni espresse dai figli senza minimizzarle aiuta a costruire risposte efficaci invece di liquidare i timori con frasi sbrigative.
4. Controllo dell’ansia genitoriale. Pressioni indirette e domande insistenti sui voti aumentano il carico emotivo; l’interesse va dimostrato con quesiti aperti e un atteggiamento sereno.
5. Familiarizzazione con gli spazi. Per chi cambia ciclo, fare il tragitto casa-scuola in anticipo e osservare la nuova struttura riduce l’impatto con l’ignoto.
6. Nessun sovraccarico iniziale. L’iscrizione ad attività extrascolastiche pomeridiane va dosata con prudenza fino a quando i ritmi base delle lezioni non sono stabilizzati.
7. Monitoraggio del rifiuto persistente. Quando il disagio non si attenua e sfocia in assenze ripetute, occorre aprire un confronto immediato con gli insegnanti per concordare interventi coordinati.


