I Me contro Te hanno trasformato il proprio matrimonio in un evento dal vivo a pagamento. Luigi Scalagna, 34 anni, e Sofia Scalia, 29 anni, hanno pronunciato i voti nuziali all’Unipol Dome di Milano davanti a una platea oceanica di giovanissimi e famiglie.
L’evento ha registrato 6.000 presenze all’interno della struttura milanese, affiancate da oltre 100.000 utenti collegati simultaneamente in diretta streaming su Twitch. La cerimonia è stata officiata da un funzionario del Comune di Milano, con parenti e testimoni posizionati direttamente sul palco.
Foto Valentina Di Nino
Biglietti fino a 250 euro per incontrare gli sposi
L’accesso all’arena prevedeva tariffe comprese tra i 48 e i 110 euro, a cui andavano sommati i diritti di prevendita. I fan che desideravano scambiare qualche parola e ottenere un autografo hanno dovuto acquistare il pacchetto meet&greet, proposto a una quota aggiuntiva di 250 euro a testa.
Il duo originario di Partinico, forte di una community che conta 7 milioni di iscritti su YouTube e 1,6 milioni di follower su Instagram, ha monetizzato uno dei passaggi più attesi della propria narrazione online dopo 13 anni di relazione.
La risposta video e l’accusa di “trauma”
La vigilia delle celebrazioni è stata segnata da una controversia innescata da un video social di Sofia Scalia. Rispondendo a una giovane follower i cui genitori si rifiutavano di comprare l’ingresso, la creator ha paragonato l’evento a un concerto musicale alternativo.
“Signori genitori, ma voi preferite che vostra figlia venga a vedere lo show dei Me contro Te dove si sposeranno o che vada a vedere un cantante magari trap che dice parolacce?”, ha dichiarato Sofia nel filmato.
La creator ha poi aggiunto: “Se vostra figlia ci seguiva da piccola deve assolutamente venire, altrimenti potreste causare in lei un trauma che non si sa se può essere colmato in futuro. Si rischia di andare nella psiche della bambina che era e dell’adulta che sarà”. Le parole hanno polarizzato la rete, dividendola tra chi ha difeso l’intento satirico della battuta e chi ha criticato la leva psicologica applicata al pubblico infantile.


