Aumentare le prestazioni dei modelli a batteria senza sacrificare l’autonomia ordinaria è una delle sfide ingegneristiche più complesse per i costruttori. Un nuovo brevetto depositato da Stellantis punta a risolvere questo limite integrando a bordo una soluzione tecnica già sperimentata nel settore delle supercar.
L’idea centrale consiste nell’aggiunta di un supercondensatore ausiliario collegato direttamente al motore elettrico. Questo componente garantisce una scarica rapida di energia supplementare durante le fasi di forte accelerazione, senza intaccare l’erogazione standard del pacco batterie.
Come funziona il sistema ad alta tensione da 900 Volt
I documenti tecnici descrivono un’architettura elettrica principale operante a circa 800 Volt, affiancata dal dispositivo ausiliario capace di lavorare a una tensione vicina ai 900 Volt. L’innalzamento della tensione consente al propulsore di erogare maggiore potenza immediata evitando il surriscaldamento e l’incremento di corrente oltre i parametri tollerati dall’impianto.
Il logo aziendale del gruppo Stellantis.
In base ai calcoli depositati da Stellantis, questa configurazione garantisce un incremento di potenza di circa il 13% per intervalli brevi. Il supercondensatore non richiede prelievi costanti dall’accumulatore primario: la ricarica avviene in modo autonomo sfruttando le fasi di frenata rigenerativa del veicolo.
Il precedente di Lamborghini nel 2019
L’impiego dei supercondensatori su strada ha una storia precisa. La prima vettura di produzione a sfruttare tale principio fu la Lamborghini Sián FKP 37, svelata nel 2019.
Sulla supercar bolognese il sistema operava a 48 Volt, alimentando un motore elettrico da 34 cavalli inserito direttamente nella trasmissione per colmare i vuoti di coppia.
Dalle muscle car americane alle future sportive elettriche
All’interno del perimetro industriale di Stellantis, l’applicazione più immediata riguarda i modelli sportivi ad alte prestazioni. La nuova Dodge Charger Daytona Scat Pack sfrutta già una funzione denominata Power Shot, ma la tecnologia descritta nel brevetto introduce un principio differente: l’energia extra proviene da una fonte dedicata e non da una riserva ricavata limitando la potenza di base.
Parallelamente la divisione SRT di Dodge ha sviluppato il sistema sperimentale eBoost Air, che adotta un compressore elettrico per ottimizzare la risposta delle turbine sul motore termico 3.0 Hurricane a sei cilindri. L’obiettivo comune a entrambe le soluzioni resta lo stesso: fornire picchi di coppia e potenza istantanei esattamente quando richiesto dalla guida.


