Paraborg: gli scarafaggi cyborg da 40 grammi che iniettano farmaci con successo nel 72% dei test

Paraborg: gli scarafaggi cyborg da 40 grammi che iniettano farmaci con successo nel 72% dei test
Paraborg: gli scarafaggi cyborg da 40 grammi che iniettano farmaci con successo nel 72% dei test

Non sono repliche meccaniche o droni in miniatura, ma veri insetti viventi trasformati in unità di primo soccorso. Si chiamano Paraborg, fusione tra le parole paramedic e cyborg, e nascono nei laboratori dell’Università del Queensland, a Brisbane.

Il progetto punta a sfruttare le capacità motorie delle blatte giganti australiane per raggiungere persone intrappolate sotto macerie causate da terremoti, crolli o frane. Gli operatori inviano impulsi wireless a elettrodi innestati nelle antenne per indirizzare la traiettoria con un joystick, lasciando all’insetto la gestione autonoma dei micro-movimenti necessari per superare fessure e ostacoli impervi.

La suddivisione in sciami operativi

Il sistema impiega la specie Macropanesthia rhinoceros, nota come lo scarafaggio più pesante al mondo con una massa di circa 40 grammi. Questo insetto vanta una forza straordinaria: riesce a trasportare carichi superiori alla metà del proprio peso corporeo.

Per non sovraccaricare gli animali e non comprometterne l’agilità, i ricercatori hanno pianificato l’azione sul campo dividendo gli insetti in due gruppi distinti ma coordinati.

Due squadre specializzate: telecamere e micro-siringhe

  • La squadra da ricognizione: ogni esemplare trasporta sul dorso una micro-telecamera per localizzare visivamente i superstiti negli anfratti inaccessibili all’uomo.
  • La squadra sanitaria: individuato il bersaglio, entrano in gioco blatte dotate di una micro-siringa programmata per somministrare farmaci salvavita direttamente ai feriti.

I test di laboratorio e l’efficacia dell’iniezione

Nei percorsi di prova allestiti dal Biorobotics Lab, i bio-robot hanno affrontato una pista di 2,5 metri disseminata di tre barriere fisiche. Al termine del tracciato era posizionato un bersaglio in silicone spesso tra gli 8 e i 10 centimetri.

Su un totale di 25 tentativi, gli scarafaggi hanno completato il percorso senza eccezioni. La somministrazione meccanica della sostanza contro il bersaglio sintetico ha registrato un tasso di successo del 72%.

La sperimentazione prosegue per stabilire con precisione quali principi attivi caricare a bordo nei contesti operativi reali.

Il limite tecnologico dei robot convenzionali

Costruire da zero una macchina capace di muoversi tra detriti sconnessi, rialzarsi autonomamente dopo un ribaltamento e gestire consumi energetici prolungati richiede una complessità ingegneristica ancora fuori portata su scale dimensionali così ridotte.

“L’obiettivo a lungo termine è combinare la locomozione avanzata dell’insetto con capacità di rilevamento e intervento, così da poter raggiungere e aiutare più persone, più rapidamente”, spiega T. Thang Vo-Doan, direttore del laboratorio australiano.

Sfruttare la biomeccanica naturale di un organismo vivente consente di azzerare la spesa energetica legata al movimento, concentrando l’elettronica imbarcata esclusivamente sui sensori e sulla trasmissione dei dati.

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