Le banche svizzere gestiscono più del 20% di tutti i patrimoni privati transfrontalieri del pianeta. Stabilità politica, solidità economica e un regime fiscale competitivo mantengono la confederazione alpina al vertice della finanza globale.
All’interno dei suoi confini risiedono 89 miliardari, di cui 38 con passaporto elvetico. La proporzione è di circa dieci miliardari ogni milione di abitanti, una densità tra le più elevate al mondo a cui si aggiungono altri quattro cittadini svizzeri con residenza a Monaco, negli Stati Uniti o nel Regno Unito.
L’impero marittimo dei coniugi Aponte
Nessun patrimonio svizzero eguaglia quello di Gianluigi e Rafaela Aponte, fondatori di Mediterranean Shipping Company (MSC). Partiti nel 1970 con un prestito di 200.000 dollari per comprare la prima nave da carico, hanno scelto come quartier generale la città di Ginevra.
Oggi MSC controlla flotte cargo, navi da crociera, scali marittimi, strutture ospedaliere e quote nell’alta velocità ferroviaria. Gianluigi e Rafaela Aponte possiedono un patrimonio stimato in 44,5 miliardi di dollari ciascuno, pari a quasi un terzo dell’intera ricchezza dei miliardari con cittadinanza svizzera.
L’espansione recente su terminal portuali e navi cisterna ha fruttato un incremento del 18% delle fortune familiari. L’eredità industriale è ora passata formalmente ai figli Diego e Alexa, entrambi residenti nel Paese.
Un club da 278 miliardi legato all’indice SMI
I soli cittadini svizzeri presenti nelle classifiche dei super ricchi totalizzano 278,2 miliardi di dollari di patrimonio netto, cifra equivalente a quasi un quarto dell’intero Pil nazionale. Rispetto ai 242,7 miliardi registrati nel 2025, la crescita è stata sostenuta dalla performance dell’indice borsistico SMI (+10%), trainato da giganti come Nestlé, Roche e Novartis.
Le radici di questo ecosistema risalgono al Medioevo e al Rinascimento, quando le rimesse dei mercenari elvetici all’estero diedero vita ai primi istituti bancari privati. La neutralità plurisecolare, l’immigrazione seicentesca degli ugonotti francesi esperti in orologeria e una rigorosa tradizione di riservatezza bancaria hanno consolidato il Paese come rifugio ideale per i grandi capitali.
La calamita per i magnati internazionali
Il 30% dei miliardari svizzeri con cittadinanza proviene dall’estero. Il capofila è Ivan Glasenberg, terza persona più ricca della nazione con un patrimonio di 13,7 miliardi di dollari legato al colosso delle materie prime Glencore.
Nato in Sudafrica, Glasenberg si è trasferito nella sede di Baar nel 1994, gestendo l’Ipo da 11 miliardi nel 2011 e la fusione con Xstrata nel 2013. Mantiene una quota superiore al 10% del gruppo, valorizzata dalla corsa del rame legato ai data center per l’intelligenza artificiale.
Tra i cittadini naturalizzati compaiono anche Margarita Louis-Dreyfus (5,6 miliardi) e Karl Scheufele III (2,5 miliardi), orafo tedesco che rilevò la gioielleria ginevrina Chopard nel 1963. Vivono stabilmente sul territorio elvetico anche grandi investitori stranieri: l’italiano Andrea Pignataro, il canadese Lawrence Stroll e il finanziere brasiliano Jorge Paulo Lemann.
I comparti chiave della ricchezza elvetica
La creazione di ricchezza si distribuisce su una dozzina di settori strategici, con la manifattura che impiega sette miliardari e rappresenta ancora un quarto del Pil elvetico. Tra questi figurano gli eredi della famiglia Blocher (EMS-Chemie), Peter Spuhler (Stadler Rail, 5,4 miliardi) e Michael Pieper (Franke, 4,8 miliardi).
Il settore finanziario conta otto grandi figure patrimoniali. Si va dalle fortune storiche come quella di Stephan Schmidheiny (2,6 miliardi) fino alla società di consulenza VZ Group fondata da Matthias Reinhart (6,1 miliardi), ai co-fondatori di Partners Group (Marcel Erni, Alfred Gantner e Urs Wietlisbach con 3,2 miliardi a testa) e alla fintech Checkout.com di Guillaume Pousaz (7,8 miliardi).
Il comparto più prolifico resta quello farmaceutico e sanitario, con 15 miliardari attivi. Spiccano Ernesto Bertarelli (11,5 miliardi) e la sorella Dona (7,4 miliardi), gli eredi Roche delle famiglie Hoffmann e Oeri, la dinastia Grogg legata a Bachem, Thomas Straumann (5,3 miliardi negli impianti dentali) e Willy Michel (5,7 miliardi), co-fondatore di Ypsomed, i cui profitti sono raddoppiati grazie ai dispositivi di iniezione per i farmaci dimagranti.
I patrimoni self-made e il percorso di Roger Federer
Su 42 cittadini miliardari censiti, 18 hanno costruito il proprio patrimonio da zero senza ereditare aziende di famiglia. Fanno parte di questo gruppo Rudolf Maag (7 miliardi nei dispositivi medici), Hansjörg Wyss (4,8 miliardi dopo la cessione di Synthes a Johnson & Johnson) e Beda Diethelm (2,7 miliardi negli apparecchi acustici Sonova).
Tra le figure pubbliche più in vista figura Roger Federer, entrato nel club dei miliardari nel 2025. Oltre ai 20 tornei del Grande Slam e a storiche sponsorizzazioni con Rolex, Mercedes e Uniqlo, il patrimonio dell’ex tennista basilese resta legato all’andamento azionario del brand zurighese di calzature On Holdings.

