In occasione dell’IFA di Berlino, DJI ha presentato ufficialmente ROMO 2, la nuova generazione di robot aspirapolvere e lavapavimenti declinata nelle varianti P2 e A2. Il dispositivo punta sull’integrazione di sensori LiDAR, algoritmi di intelligenza artificiale per il riconoscimento delle superfici e una base con manutenzione automatizzata.
Braccio robotico e navigazione millimetrica
Il sistema di mappatura e rilevamento ostacoli sviluppato da DJI promette una precisione millimetrica. L’apparato sensoriale identifica elementi critici a livello del suolo, compresi cavi sottili e tappetini per animali da appena 2 millimetri di spessore, gestendo anche superfici trasparenti come vetrate e specchi.
L’intelligenza artificiale di bordo memorizza le conformazioni degli spazi domestici e adatta la strategia di pulizia in tempo reale. ROMO 2 distingue lo sporco secco da quello liquido: sui tappeti massimizza l’aspirazione, mentre in presenza di liquidi impiega un braccio robotico dedicato per isolare e trattare l’area senza trascinare la macchia sul resto della superficie.
Il braccio adattivo guidato da LiDAR vanta un raggio di rotazione di 123 gradi e una portata estesa di 7,8 centimetri rispetto al passato. Questo meccanismo consente di spingersi fino a 4,5 centimetri in profondità sotto mobili a filo pavimento, pulendo lungo pareti e gambe dei tavoli senza toccarle.
DJI ROMO 2
Aspirazione da 36.000 Pa e stazione autonoma
Sul piano delle prestazioni brute, il motore raggiunge una potenza di aspirazione massima dichiarata pari a 36.000 Pa. Per la pulizia profonda dei tappeti interviene una piastra di pressione strutturata per sigillare temporaneamente la fessura tra macchina e tessuto, mentre due spazzole laterali a setole differenziate convogliano lo sporco riducendo l’aggrovigliamento di capelli e peli.
Superamento soglie e gestione dello sporco
Il sistema di trazione permette a ROMO 2 di scavalcare gradini singoli alti fino a 4 centimetri e doppi dislivelli fino a 8,5 centimetri. Un modulo meccatronico calibra spinta e assetto all’approccio con battiscopa o profili rialzati tra le stanze.
La docking station riduce gli interventi manuali a lungo termine, garantendo operatività autonoma fino a 365 giorni. Al suo interno, la piastra in materiale nanocristallino lava i panni con quattro getti d’acqua ad alta pressione e un condotto da 16 millimetri per lo scarico dei residui. L’alimentatore da 55W completa la ricarica in circa 2,5 ore.
Insonorizzazione, privacy e prezzi di listino
DJI ha lavorato sull’insonorizzazione del corpo macchina inserendo 32 materiali fonoassorbenti, supporti ammortizzati e camere di smorzamento delle vibrazioni. In modalità silenziosa il rumore scende a 38 dBA, con una dispersione di energia acustica abbattuta fino all’85%.
Sul versante sicurezza è presente la funzione Local Data Mode, che scollega l’applicazione DJI Home dal cloud per azzerare l’invio di immagini, planimetrie e video verso l’esterno.
I preordini aprono a settembre tramite lo store ufficiale DJI e i distributori autorizzati. I prezzi partono da 1.199 euro per ROMO A2, salgono a 1.299 euro per ROMO P2 e toccano i 1.349 euro per la configurazione top di gamma ROMO Combo Clean More.


