A un anno dal tragico epilogo, il quartiere storico di Sassari si è riunito per ricordare William Manca. Il 45enne fu trovato senza vita il 10 settembre nelle campagne di Bancali, lasciato morire senza assistenza dopo un malore improvviso.
La commemorazione si è svolta nella chiesa di Sant’Apollinare, a pochi metri dall’abitazione in cui Manca ha trascorso l’intera vita. Durante la liturgia, don Eugenio Cavallo ha evidenziato il destino di isolamento che ha segnato i suoi ultimi istanti, ribadendo alla comunità il dovere morale di non lasciare mai indietro chi si trova in difficoltà.
Il dolore dei familiari: «Raggirato e abbandonato»
La famiglia di Manca continua a chiedere che venga fatta piena luce su ogni dettaglio di quella drammatica notte. Il dolore dei fratelli non si è spento, alimentato dalla consapevolezza che l’uomo avrebbe potuto salvarsi con una tempestiva chiamata ai sanitari.
Fabio Manca, fratello della vittima, ha sintetizzato l’amarezza dei parenti per il contesto in cui è maturata la tragedia: «Era un ragazzo di buon cuore. Lo hanno usato e raggirato».
La chiusura delle indagini della Procura di Sassari
Sul fronte giudiziario, l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Angelo Beccu è giunta a un punto di svolta. Nei mesi scorsi la Procura ha formalizzato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di due persone.
Le contestazioni: omicidio colposo e spaccio
Il fascicolo dei carabinieri individua responsabilità distinte per i soggetti coinvolti. Il primo indagato deve rispondere di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, mentre sul secondo pendono le accuse di omicidio colposo e occultamento di cadavere.
Le tappe della vicenda risalgono al 6 settembre, giorno in cui Manca fu visto vivo per l’ultima volta. Il 45enne si era spostato con alcuni conoscenti attraversando il centro storico di Sassari, la frazione periferica di Li Punti e infine la borgata agricola di Bancali.
Nel corso della notte sopraggiunse la crisi fatale: Manca perse i sensi, ma chi si trovava con lui decise di non chiamare i soccorsi del 118. L’agonia durò diverse ore fino al decesso, seguito dallo scarico del corpo in mezzo ai campi, individuato solo quattro giorni dopo da alcuni cercatori di lumache.

