Le riprese aeree effettuate tramite drone al Colle del Sommeiller, in Alta Valsusa sopra Bardonecchia, documentano lo stato critico del ghiacciaio situato a oltre 3mila metri di altitudine.
L’area, un tempo caratterizzata da nevi perenni, presenta oggi una distesa quasi interamente priva della copertura originale, lasciando emergere detriti e roccia nuda.
Dallo sci estivo alla roccia nuda
Fino alla metà degli anni ’80 del Novecento, il ghiacciaio del Sommeiller era una meta attiva per la pratica dello sci estivo in quota.
Il confronto con le immagini storiche dell’epoca mette in evidenza una trasformazione radicale del paesaggio montano. La massa glaciale appare oggi irriconoscibile a causa del volume perso e della totale assenza di manto nevoso protettivo.
L’addio agli impianti nel 1984
Gli impianti di risalita installati sul colle cessarono definitivamente le proprie attività nel 1984.

All’epoca, la chiusura fu determinata dalla forte concorrenza esercitata da stazioni alpine dotate di vie d’accesso più agevoli e moderne.
La dismissione degli skilift ha tuttavia anticipato di poco un destino segnato: nei decenni successivi è iniziato il declino strutturale della massa ghiacciata, accelerato dall’aumento costante delle temperature medie.
L’impatto delle estati torride sulle Alpi
La situazione riscontrata al Colle del Sommeiller rappresenta un indicatore concreto delle condizioni in cui versano gli apparati glaciali dell’intero arco alpino.
La successione di stagioni estive eccezionalmente calde ha progressivamente annullato la capacità di rigenerazione invernale del ghiacciaio, esponendo il permafrost e frammentando il bacino originario.

