L’Ape sociale si avvicina alla scadenza fissata per il 30 novembre 2026. L’anticipo pensionistico introdotto per tutelare i lavoratori in condizioni di fragilità rischia di non essere rinnovato nella prossima manovra economica.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è chiamato a decidere se confermare la misura o archiviarla definitivamente. Il dossier previdenziale è al centro delle discussioni in vista della legge di bilancio.
Termini di scadenza e valore dell’indennità INPS
I lavoratori interessati possono presentare la domanda di certificazione dei requisiti all’INPS entro il 30 novembre 2026. Oltre questa data, il canale di uscita agevolata potrebbe chiudersi definitivamente.
La misura eroga un assegno a carico dello Stato calcolato sull’importo della pensione maturata, con un tetto massimo di 1.500 euro al mese. L’indennità accompagna il beneficiario fino al perfezionamento dell’età per la pensione di vecchiaia.
Chi può accedere all’uscita anticipata: i requisiti
I criteri generali prevedono il compimento di 63 anni e 5 mesi di età anagrafica e la totale assenza di altri trattamenti pensionistici diretti. La contribuzione richiesta varia invece in base al profilo di appartenenza.
Le quattro categorie ammesse
- Disoccupati: soggetti licenziati, dimessi per giusta causa o con risoluzione consensuale, in possesso di almeno 30 anni di contributi.
- Caregiver: lavoratori con almeno 30 anni di contributi che assistono da un minimo di sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente affetto da disabilità grave.
- Invalidi civili: persone con almeno 30 anni di versamenti contributivi e una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.
- Lavoratori gravosi: dipendenti con 36 anni di contributi impiegati in attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure per sei anni negli ultimi sette.
Il confronto nella maggioranza sulla nuova legge di bilancio
Dopo la proroga decisa per l’anno in corso, la maggioranza non ha ancora formalizzato l’intenzione di finanziare l’Ape sociale per il 2027. Le risorse a disposizione della spesa previdenziale restano limitate.
Sul tavolo della manovra pesano la sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile legato alle aspettative di vita, la proposta della Lega su Quota 41 e la spinta di Forza Italia per portare le pensioni minime tra i 700 e gli 800 euro.
La necessità di contenere i costi di bilancio costringerà il governo a selezionare le priorità di intervento nei prossimi passaggi parlamentari.

