Incendi in Italia nel 2026: oltre 95.000 ettari distrutti e il 98% dei roghi causato dall’uomo

Incendi boschivi e roghi di vegetazione in Italia
Operazioni di spegnimento e monitoraggio degli incendi sul territorio italiano.

Nel 2026 la superficie percorsa dal fuoco in Italia ha superato quota 95.345 ettari. I dati del sistema europeo EFFIS indicano un incremento del 96% rispetto alla media ventennale registrata nello stesso periodo.

La settimana più drammatica dell’estate è stata quella del 22 luglio, quando 49.835 ettari sono andati in fumo in soli sette giorni. Questo picco ha rappresentato da solo più della metà del totale bruciato nell’intero anno sul suolo nazionale.

L’emergenza in Sicilia e nelle regioni del Sud

La Sicilia resta l’area più duramente colpita della penisola. I dati ISPRA mostrano che entro la fine di luglio l’Isola contava 510 chilometri quadrati distrutti dalle fiamme, sui 741 totali censiti in tutto il Paese.

Insieme a Calabria (78 km²) e Puglia (48 km²), la Sicilia ha concentrato il 73% dell’intera superficie nazionale incenerita. Nella sola provincia di Agrigento i focolai hanno cancellato 67 chilometri quadrati di territorio, una superficie equivalente a oltre 9.400 campi da calcio.

Dall’ultimo weekend di agosto i vigili del fuoco hanno condotto più di 800 interventi nell’Isola. Nel Messinese, incendi simultanei hanno minacciato centri abitati a Taormina, Letojanni, Gallodoro, Tortorici e Castelmola, costringendo all’impiego massiccio di flotta aerea e squadre a terra giunte da Catania, Enna e Siracusa.

La risposta operativa e le perdite umane

A Palermo le fiamme hanno raggiunto il centro commerciale Conca d’Oro, richiedendo dieci squadre e un elicottero per essere domate. La Protezione civile regionale ha disposto l’allerta rossa per Agrigento, Caltanissetta ed Enna, estendendo l’ordinanza che limita il lavoro all’aperto nelle ore centrali.

Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha effettuato oltre un milione di interventi totali da gennaio, pagando un prezzo altissimo con la morte di due soccorritori in servizio, ad Alghero e San Cataldo.

Incendi in Italia nel 2026: oltre 95.000 ettari distrutti e il 98% dei roghi causato dall'uomo

Il quadro nazionale ed europeo

L’andamento stagionale non è uniforme su tutta la penisola. Se in Sardegna sono bruciati circa 10.000 ettari in sei mesi, la Campania ha registrato 321 roghi in meno rispetto al 2025, riducendo le superfici colpite dell’87% nel Salernitano.

Anche il resto d’Europa affronta numeri pesanti, con 637.901 ettari distrutti nell’Unione europea alla fine di agosto, un valore superiore del 104% rispetto alla media storica. La Spagna ha perso 295.675 ettari, mentre la Francia ha toccato quota 96.461 ettari, superando il proprio record ventennale.

Le cause dei roghi: la matrice umana dietro il 98% dei casi

I rilievi dell’ISPRA e del Nucleo informativo antincendio boschivo dei Carabinieri forestali confermano che le cause naturali, come i fulmini, provocano solo il 2% degli incendi in Italia. Il restante 98% deriva da attività umane, tra dolo e colpa grave.

Il Rapporto Ecomafia segnala una netta prevalenza dei roghi dolosi, che costituiscono il 45,8% delle notizie di reato formalizzate, per il 95% a carico di ignoti. In Sardegna la Forestale regionale stima che il 60% dei roghi del 2026 sia di origine criminale.

Attualmente l’Italia e l’Unione europea non dispongono di un database unificato e tempestivo sui responsabili e le motivazioni dei roghi. Mentre Spagna e Portogallo applicano vincoli di inedificabilità trentennali o decennali sui terreni percorsi dal fuoco per frenare le speculazioni, in Italia l’aggiornamento del catasto delle aree bruciate resta affidato ai singoli Comuni, accumulando ritardi cronici.

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