Bollette del gas in rialzo: ad agosto stangata del 6,9% per i clienti vulnerabili

Caro gas e aumenti sulle bollette dei clienti vulnerabili
Le bollette del gas registrano un nuovo rialzo del 6,9% per i clienti nel regime di tutela.

Caro gas, nuova fiammata sulle bollette dei vulnerabili: ad agosto +6,9%. Consumatori: “Emergenza nazionale, il governo non si volti dall’altra parte”
Caro gas, nuova fiammata sulle bollette dei vulnerabili con aumenti ad agosto.

I costi del gas registrano un nuovo balzo che pesa direttamente sulle spese domestiche. L’autorità di regolamentazione Arera ha fissato la tariffa di agosto per i clienti vulnerabili ancora in regime di tutela a 143,72 centesimi di euro per metro cubo.

Questo valore rappresenta una crescita del 6,9% rispetto al mese di luglio, periodo in cui si era già verificato un rincaro del 9,7%. A trainare l’impennata è la materia prima, salita da 56,68 a 64,15 euro per megawattora.

La protesta dei consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori ha definito il quadro una vera emergenza. Il vicepresidente Marco Vignola ha chiesto un intervento immediato sul modello adottato durante il governo Draghi, attraverso il taglio dell’Iva sul gas al 5% per evitare insolvenze tra i nuclei a basso e medio reddito.

Secondo Vignola, il livello di prezzo attuale rappresenta il secondo valore più alto mai registrato dopo il picco storico di dicembre 2022, un dato allarmante considerando che l’aumento è avvenuto in piena estate e prima dell’avvio della stagione termica.

Anche Assoutenti sollecita misure urgenti. Il presidente Gabriele Melluso ha chiesto la riduzione dell’Iva, l’azzeramento degli oneri di sistema e una riforma del meccanismo di determinazione dei prezzi, puntando al disaccoppiamento tra le quotazioni dell’energia elettrica e quelle del gas naturale.

Le tensioni sulle borse energetiche

Mercati all’ingrosso e rischi geopolitici

Sui mercati europei le quotazioni continuano a salire. Alla borsa Ttf di Amsterdam il prezzo del gas ha raggiunto i 73,4 euro al MWh, spinto dai timori di una crisi prolungata nelle forniture attraverso lo stretto di Hormuz legata agli attriti tra Stati Uniti e Iran.

Il trend coinvolge anche la piazza italiana. L’Italian Gas Index (Igi), elaborato dal Gestore dei mercati energetici, è passato dai 70,08 euro al MWh del primo settembre a 77,14 euro il giorno successivo, registrando una fiammata superiore al 10% in appena ventiquattr’ore.

Stoccaggi europei ai minimi storici

I rialzi all’ingrosso rischiano di riflettersi sui successivi aggiornamenti tariffari mentre l’Europa si prepara all’inverno con riserve ridotte. A fine agosto i depositi comunitari risultavano riempiti al 63%, contro una media abituale dell’80% registrata nello stesso periodo degli anni precedenti.

L’Italia mantiene una posizione migliore con scorte pari all’80% della capacità totale. Nelle valutazioni dell’analista Greg Molnar, l’Unione Europea rischia di presentarsi ai mesi freddi con riserve inferiori di un quinto rispetto alla media quinquennale, segnando il livello più basso dal 2013.

Particolarmente complessa appare la situazione nel Regno Unito, dove Chris O’Shea, amministratore delegato della controllante di British Gas Centrica, ha segnalato la quasi totale assenza di volumi di gas in stoccaggio in vista della stagione invernale.

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