Due giorni consecutivi di stop per gli studi medici su tutto il territorio nazionale: lo sciopero medici di famiglia proclamato per le giornate del 15 e 16 settembre mette a rischio visite ambulatoriali, rinnovi di ricette e certificati dalle ore 8:00 alle ore 20:00. La protesta lascia tuttavia operative tutte le prestazioni sanitarie urgenti e l’assistenza domiciliare per i pazienti non autosufficienti, tutelando le fasce più fragili.
A promuovere l’astensione nazionale è il Sindacato Medici Italiani (SMI), che chiama alla mobilitazione i medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta e ad attività oraria, i camici bianchi dei servizi territoriali e i professionisti dell’emergenza sanitaria. La mancata intesa al tavolo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro ha confermato la serrata, accendendo i riflettori sulle criticità organizzative della sanità territoriale.
Orari dello stop e prestazioni ambulatoriali a rischio
L’interruzione dell’attività convenzionata copre l’intera fascia diurna, dalle 8:00 alle 20:00, in entrambe le date indicate. In questo arco temporale, chi si rivolge al proprio medico curante potrebbe trovare la porta chiusa per visite ordinarie, controlli di routine o il rilascio di impegnative per esami non urgenti. La mobilitazione tocca anche i Centri di Assistenza Urgenza e i presidi di continuità assistenziale, nota storicamente come guardia medica.
Tuttavia, l’adesione resta individuale: non tutti i medici incroceranno le braccia, determinando una situazione a macchia di leopardo sul territorio. Prima di recarsi in ambulatorio, verificare la disponibilità del proprio studio o consultare gli avvisi dell’Azienda Sanitaria Locale di riferimento evita spostamenti a vuoto.
Quali sono i servizi garantiti durante la mobilitazione
La normativa sulle prestazioni indispensabili impone precisi obblighi per non interrompere la tutela della salute pubblica. Anche durante lo sciopero, restano attive tutte le cure che non possono essere rimandate senza arrecare danno clinico al paziente.
- Visite domiciliari urgenti: assicurate ai pazienti non trasportabili le cui condizioni cliniche richiedano un intervento tempestivo.
- Assistenza Domiciliare Programmata (ADP): mantenuta regolarmente per i malati cronici complessi in condizioni critiche.
- Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): garantita per tutte le terapie e i monitoraggi complessi già avviati sul territorio.
- Soccorso sanitario di emergenza: le reti del 118 operano a pieno regime per ogni evento acuto o pericolo di vita.
La tabella seguente riassume le differenze operative per i cittadini durante le due giornate di protesta:
| Attività sanitarie | Stato del servizio (8:00 – 20:00) |
|---|---|
| Visite periodiche e di controllo | A rischio sospensione o rinvio |
| Prescrizioni farmaci abituali | Possibile mancata emissione |
| Visite domiciliari non differibili | Garantite per soggetti non trasportabili |
| Assistenza domiciliare integrata (ADI) | Regolarmente assicurata |
| Rete emergenza-urgenza 118 | Attiva senza alcuna interruzione |
Le ragioni della protesta: il nodo delle Case della Comunità
Al centro del braccio di ferro c’è l’accordo stralcio sulle Case della Comunità siglato il 23 giugno 2026. La dirigenza sindacale contesta l’impostazione del debito orario obbligatorio all’interno di queste strutture polifunzionali, chiedendo che l’assegnazione avvenga esclusivamente su base volontaria per non svuotare i presidi di quartiere.
Il sindacato ha inoltre espresso grande soddisfazione per il fatto che la petizione numero 1451, promossa dalla segretaria generale Pina Onotri, in merito alla richiesta di provvedimenti legislativi e risorse dedicate alla riforma della medicina generale, abbia raggiunto in 40 giorni più di 9300 firme.
Il manifesto rivendicativo comprende la creazione di un doppio canale con accesso volontario alla dipendenza dal Servizio Sanitario Nazionale, l’istituzione di una vera scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, il reintegro della medicina dei servizi e l’incremento di tutele fondamentali per malattia, maternità e infortuni sul lavoro. Accanto alle richieste normative figura anche il potenziamento degli organici del 118, da tempo sotto organico.
La spaccatura con la FIMMG e le manifestazioni di piazza
Il fronte sindacale non si presenta compatto. La FIMMG (Federazione dei Medici di Medicina Generale) ha comunicato la propria decisione di non aderire alla protesta, evidenziando una differente strategia d’azione per raggiungere gli obiettivi contrattuali.
Pur comprendendo il disagio, soprattutto dei giovani colleghi che si trovano ad affrontare una situazione sempre più complessa, con carichi di lavoro insostenibili e spesso non riconducibili alla clinica, se la protesta è più che legittima e condivisibile, chiudere gli studi per due giorni non porterà a nessun risultato concreto.
Nonostante i dissensi tra sigle, lo SMI ha organizzato sit-in e presidi informativi per il 15 settembre: assemblea a Roma dalle 10 alle 13 in via Sambucuccio d’Alando, concentramento a Napoli davanti alla sede Rai di via Marconi dalle 11:30, presidio a Palermo presso l’assessorato alla Salute, incontro all’Hotel Regent di Pescara e manifestazione a Milano in piazza Duca d’Aosta promossa con la Libera associazione di medicina generale.
Cosa fare in caso di bisogno sanitario immediato
Per gestire al meglio le due giornate senza rischiare disservizi o ritardi terapeutici, è utile seguire alcuni passaggi pratici:
- Controllare le scorte dei farmaci salvavita: anticipare la richiesta delle ricette croniche o verificare che il medico non abbia predisposto canali alternativi di rinnovo informatico.
- Verificare l’adesione dell’ambulatorio: contattare telefonicamente la segreteria dello studio per confermare appuntamenti già fissati prima di mettersi in viaggio.
- Rivolgersi alla continuità assistenziale: nei casi di necessità non differibile al di fuori delle fasce coperte o in caso di studio chiuso, informarsi sulle disposizioni della propria ASL.
- Chiamare il soccorso d’urgenza: in presenza di sintomi acuti, dolore toracico, traumi o improvvisa perdita di coscienza, comporre immediatamente il numero dell’emergenza territoriale senza attendere l’apertura degli studi.
La distinzione tra atto differibile e prestazione sanitaria urgente rimane il criterio guida stabilito dagli accordi per limitare l’impatto della mobilitazione sulla popolazione più vulnerabile.
💚 Verifica subito le tue ricette e contatta il tuo ambulatorio di riferimento prima di pianificare controlli sanitari non urgenti.
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