Addio a Bob Mackie: è morto a 87 anni lo stilista e costumista delle dive

Ritratto dello stilista e costumista Bob Mackie celebre per i suoi abiti scintillanti
Bob Mackie ha segnato la storia dello spettacolo vestendo le più grandi star internazionali con le sue creazioni audaci.

È morto all’età di 87 anni Bob Mackie, il leggendario costumista e designer statunitense ribattezzato in tutto il mondo come il “Sultano delle paillettes”. Lo stilista si è spento in un ospedale di Palm Springs, in California, lasciando un’eredità indelebile che ha ridefinito l’estetica del glamour scenico tra Hollywood, la televisione e la musica internazionale.

La notizia del decesso è stata comunicata ufficialmente attraverso il profilo Instagram del creativo con un messaggio commemorativo:

Ha vissuto pienamente i suoi 87 anni, realizzando il sogno di diventare stilista e costumista, l’unica cosa che abbia mai desiderato fare. Il suo genio e le sue straordinarie creazioni vivranno per sempre, continuando a portare bellezza nel mondo.

L’impatto visivo delle sue opere ha vestito generazioni di celebrità, trasformando ogni apparizione pubblica in un evento di costume capace di sfidare convenzioni estetiche e restrizioni televisive dell’epoca.

Chi era Bob Mackie: dagli esordi a Hollywood al trionfo sul piccolo schermo

Nato con la passione per il disegno e il palcoscenico, Bob Mackie scelse di abbandonare gli studi universitari per dedicarsi interamente alla gavetta tecnica, iniziando a lavorare come bozzettista per due giganti del cinema americano: Jean Louis ed Edith Head. Fu proprio all’interno dello studio di Jean Louis che il giovane artista mise la firma grafica sul celebre abito color carne tempestato di cristalli sfoggiato da Marilyn Monroe nel 1962 per intonare gli auguri presidenziali a John Fitzgerald Kennedy.

La vera svolta di popolarità arrivò tuttavia con l’avvento del varietà televisivo nel 1967, quando l’attrice Carol Burnett lo scelse per curare gli abiti del suo programma quando non aveva ancora compiuto trent’anni. Quell’opportunità aprì la strada a un nuovo modo di concepire il guardaroba per il piccolo schermo, basato su volumi teatrali, riflessi di luce e audacia cromatica.

Il sodalizio con Cher e la nascita del naked dress

La collaborazione che ha segnato in modo definitivo l’immaginario collettivo resta quella con la cantante e attrice Cher, avviata negli anni Settanta durante la trasmissione della CBS The Sonny and Cher Comedy Hour. Inizialmente i dirigenti del network non sapevano come valorizzare la cantante, ma il costumista colse immediatamente il potenziale scultoreo della sua fisicità.

Sembravano cavernicoli New Age, con i loro gilet di pelliccia, pantaloni e cinture stravaganti: qualcosa che fino ad allora non si era mai visto.

Con questa osservazione lo stilista descrisse a Vogue l’impatto iniziale della coppia Sonny e Cher. La sua intuizione fu quella di usare il corpo dell’artista come un vero e proprio supporto espressivo, spingendo la televisione verso limiti mai toccati prima e mettendo a dura prova le commissioni di censura attraverso trasparenze, tagli geometrici e ricami vertiginosi.

A differenza di quanto si pensa comunemente, ovvero che la tendenza dell’abito trasparente sia un’invenzione contemporanea dei red carpet moderni, il cosiddetto naked dress venne consacrato proprio da Mackie nel 1974, quando realizzò per Cher l’iconica veste in tulle trasparente bordata di piume sfoggiata al Met Gala.

Dalla musica al red carpet: le icone vestite da Mackie

L’eclettismo sartoriale del maestro ha attraversato i decenni valorizzando figure carismatiche della cultura pop globale. Tra i progetti più celebri spiccano gli ensemble con ali in lamé per l’esordio solista di Tina Turner, ma anche le creazioni sceniche per dive del calibro di Diana Ross, Madonna, Bette Midler, Liza Minnelli, Elton John, Mitzi Gaynor e RuPaul.

Creazione o sodalizio Dettagli storici e stilistici
Marilyn Monroe (1962) Bozzetto per l’abito a sirena tempestato di cristalli disegnato con Jean Louis.
The Sonny and Cher Comedy Hour (1971-1974) Guardaroba televisivo ad alto impatto che ha superato la rigida censura USA.
Met Gala di Cher (1974) Tulle trasparente e piume, modello capostipite del naked dress moderno.
Tina Turner Costumi laminati e scultorei caratterizzati da ampie ali in lamé per i live.

La scomparsa di Bob Mackie segna il tramonto di una concezione artigianale e sfrontata del costume da intrattenimento, in cui ogni cristallo ricamato a mano aveva la funzione di scolpire il mito visivo delle grandi star internazionali.

✨ Il lavoro del “Sultano delle paillettes” ha trasformato per sempre il confine tra moda, palcoscenico e televisione.

📱 Qual è il costume più memorabile che ricordi tra quelli realizzati dallo stilista per le leggende dello spettacolo?

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