Furgone cade in mare al porto: muore venditore ambulante di 56 anni originario di Napoli

Operazioni di soccorso della Capitaneria di Porto e Vigili del Fuoco vicino alla banchina portuale
I soccorritori mobilitati per il recupero del veicolo inabissatosi nello scalo portuale.

Un tragico incidente ha portato alla morte di un venditore ambulante di 56 anni originario di Napoli, annegato dopo che il suo furgone è precipitato in mare dalla banchina di riva del porto. Il mezzo si è inabissato rapidamente sul fondale, intrappolando l’uomo all’interno dell’abitacolo prima che i soccorsi potessero raggiungerlo.

La vittima è Antonio Caserta, commerciante ambulante di frutta e verdura conosciuto da colleghi e residenti come Tonino. Nato in Campania e trasferitosi a Montenero di Bisaccia, l’uomo lascia la moglie e una figlia, lasciando sgomenti i presenti che hanno assistito alla drammatica sequenza.

Cosa è successo lungo la banchina: la dinamica dei fatti

Cosa è successo lungo la banchina: la dinamica dei fatti

L’allarme è scattato poco dopo le ore 13:00, quando alcuni operatori dello scalo marittimo hanno notato il mezzo muoversi oltre il ciglio della banchina di riva e precipitare nello specchio acqueo. La segnalazione immediata al numero unico di emergenza 112 ha attivato i protocolli di soccorso in mare.

La rapidità della caduta e il peso del carico hanno accelerato l’inabissamento del furgone, rendendo vano qualsiasi tentativo di evacuazione autonoma da parte dell’autista.

In caso di caduta di un autoveicolo in bacini d’acqua profondi, la pressione idrostatica esercitata sulle portiere ne impedisce l’apertura immediata, trasformando l’abitacolo in una trappola se i finestrini restano serrati.

Resta diffusa la convinzione che sia sufficiente spingere con forza lo sportello di un veicolo immerso per mettersi in salvo. La realtà fisica dimostra l’esatto contrario: finché l’interno dell’auto non è quasi completamente allagato, la differenza di pressione tra esterno e interno blocca meccanicamente ogni battente.

La mobilitazione dei soccorsi e il recupero del veicolo

Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state coordinate dalla Capitaneria di Porto, con il dispiegamento immediato di molteplici assetti navali e terrestri. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con squadre di terra, due moto d’acqua e l’elicottero con a bordo i sommozzatori del Nucleo di Teramo.

Intorno alle 14:30 i subacquei hanno individuato il veicolo e raggiunto l’abitacolo, dove hanno constatato il decesso del cinquantaseienne. La salma è stata successivamente trasferita presso l’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, alla presenza straziata di parenti e conoscenti accorsi sullo scalo.

Le forze operative in campo

Per completare la bonifica dell’area e rimuovere il relitto dal fondale è stato necessario l’impiego di mezzi pesanti specifici:

Ente o Reparto Mezzi e Compiti Operativi
Capitaneria di Porto Coordinamento generale dei soccorsi e messa in sicurezza dello specchio acqueo portuale
Vigili del Fuoco (Teramo) Sommozzatori elitrasportati per l’individuazione e l’ispezione del mezzo sommerso
Vigili del Fuoco (Squadre nautiche) Due moto d’acqua per pattugliamento rapido di superficie e supporto ai sub
Vigili del Fuoco (Isernia) Autogru specializzata per il sollevamento e il recupero del furgone dalla banchina

Cosa fare se un veicolo finisce in acqua: manovre di sopravvivenza

Cosa fare se un veicolo finisce in acqua: manovre di sopravvivenza

L’inabissamento di un mezzo commerciale o di una vettura richiede reazioni immediate e coordinate, da attuare prima che l’impianto elettrico collassi definitivamente:

  1. Slacciare la cintura di sicurezza all’istante, appena terminato l’impatto con la superficie dell’acqua, per evitare di restare bloccati durante i movimenti successivi.
  2. Abbassare i finestrini senza indugio prima che l’acqua raggiunga l’altezza dei comandi elettrici, garantendosi l’unica vera via d’uscita accessibile.
  3. Abbandonare l’abitacolo attraverso il finestrino aperto, spingendosi verso l’esterno senza attendere l’allagamento completo della cabina.
  4. Frantumare il cristallo laterale con un attrezzo apposito o con i montanti del poggiatesta qualora il circuito degli alzacristalli risulti già fuori uso.

Le indagini proseguono per chiarire le cause esatte che hanno portato il furgone a superare il ciglio della banchina portuale durante le ore di attività dello scalo.

🖤 Una tragedia che colpisce profondamente chi lavora ogni giorno sulle aree portuali.

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