Il 4 settembre 476 il generale barbaro Odoacre depose l’ultimo imperatore d’Occidente, il quattordicenne Romolo Augustolo. Invece di nominare un successore fantoccio, inviò le insegne imperiali a Costantinopoli, riconoscendo l’imperatore d’Oriente Zenone come unica autorità formale.
Questo passaggio segna convenzionalmente la fine dell’Impero romano d’Occidente, nato nel 395 d.C. dopo la morte di Teodosio I. La data stabilisce nei manuali il confine tra l’Età antica e il Medioevo, anche se i contemporanei non percepirono una rottura immediata.
Il colpo di Stato militare e la situazione nel V secolo
Nel V secolo l’Impero d’Occidente era ridotto al controllo della sola Penisola italiana. L’instabilità interna e le invasioni avevano già minato l’autorità centrale, culminando nel sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti di Alarico, un evento che la città non subiva dal 390 a.C.
Il potere effettivo non apparteneva più ai sovrani, ma ai capi militari mercenari. Romolo Augustolo regnava unicamente per volere del padre, il generale Flavio Oreste.
Mappa dei territori dell’Impero romano nel 410 d.C.
La rottura con la tradizione imperiale
A differenza dei suoi predecessori, Odoacre non impose un nuovo imperatore a Ravenna e non assunse la porpora imperiale. Riconobbe formalmente Zenone, che accettò la nuova situazione politica nominandolo suo rappresentante in Italia.
La fine della linea di successione occidentale non causò alcuno shock immediato nella vita quotidiana della popolazione, ma formalizzò il passaggio del potere ai regni romano-barbarici.
La percezione storica e la nozione di Tarda Antichità
Nessuno nel 476 parlò di crollo del mondo romano. L’Impero d’Oriente continuava a prosperare a Costantinopoli, garantendo la continuità istituzionale e giuridica romana nel Mediterraneo.
La tesi del 476 come frattura epocale verso i “secoli bui” si è consolidata durante l’Illuminismo nel Settecento. Gli storici moderni interpretano quell’anno come parte di una trasformazione progressiva.
Mappa dei movimenti e delle rotte delle invasioni barbariche
Dagli anni ’70 la storiografia adotta la categoria di Tarda Antichità per indicare il periodo tra il IV e il VI secolo d.C. Questa fase ha visto la convivenza tra l’erosione delle strutture statali romane e la conservazione dei modelli economici, sociali e legislativi preesistenti.



