Stretta Ue contro gli affitti brevi: in arrivo l’Affordable Housing Act per le aree soggette a stress abitativo
Comprare un’abitazione richiede almeno otto anni di reddito disponibile? Se la risposta è sì, e questo dato risulta in crescita nell’ultimo decennio, la zona viene formalmente dichiarata “sotto stress abitativo”.
La Commissione europea ha stabilito questo parametro numerico all’interno della bozza dell’Affordable Housing Act, visionata dall’ANSA. Il provvedimento sarà presentato dal commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jorgensen, con data indicativa fissata per il 9 settembre.
L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è arginare un’emergenza che mina la tenuta sociale e la competitività dell’Unione, concentrata soprattutto nei centri urbani con forte domanda di lavoro e scarsa offerta di alloggi.
Poteri a sindaci e Regioni per bloccare Airbnb e Booking
Il nuovo regolamento fornirà a Comuni e Regioni lo scudo legale necessario per intervenire direttamente sul mercato. Gli enti locali potranno imporre tetti e vincoli alle piattaforme online di locazione turistica senza rischiare sanzioni per violazione delle norme europee.
Lo scudo contro i ricorsi comunitari
Finora qualsiasi tentativo di limitare le locazioni brevi si scontrava con la direttiva Servizi dell’Ue, che le inquadra come normali attività economiche protette dalla libera concorrenza. L’Affordable Housing Act introduce un’eccezione esplicita e uniforme valida in tutti i 27 Paesi membri.
In questo modo, la presenza accertata di stress abitativo legittimerà le amministrazioni locali a privilegiare i contratti a lungo termine rispetto alla rendita turistica.
La reazione dei gestori: “A rischio mezzo milione di famiglie”
L’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (Aigab) contesta duramente l’impianto della riforma comunitaria, definendola una misura punitiva per l’intero comparto.
Secondo l’associazione, le restrizioni rischiano di sottrarre milioni di presenze turistiche all’Italia, spostando i flussi verso destinazioni concorrenti. Aigab sottolinea inoltre che mezzo milione di famiglie italiane ha investito in questo settore e potrebbe subire una forte perdita economica o finire spinta verso il mercato nero.


