Il piano di riorganizzazione scolastica varato dal Comune di Como per la scuola Corridoni subisce una battuta d’arresto. La Sezione Settima del Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia del provvedimento amministrativo e ha fissato la nuova udienza di trattazione al 15 settembre 2026.
L’ordinanza dei giudici amministrativi non chiude la vertenza nel merito, ma impone un preciso approfondimento istruttorio. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia dovrà redigere e depositare una perizia dettagliata per certificare lo stato di manutenzione, i requisiti di sicurezza e l’effettiva capacità dei plessi alternativi di accogliere gli studenti.
La perizia tecnica richiesta all’USR Lombardia
Sulla pronuncia è intervenuto il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU). L’associazione evidenzia come il tribunale abbia subordinato ogni trasferimento alla verifica delle condizioni materiali degli immobili destinati a ricevere le classi.
L’accertamento richiesto all’amministrazione scolastica regionale si focalizzerà sia sulla sicurezza strutturale degli spazi sia sulla loro idoneità pedagogica. Spostare classi richiede locali adeguati per le attività ordinarie, per i laboratori e per i percorsi di evacuazione.
Il rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 rappresenta il vincolo principale. Le normative antincendio, l’accessibilità degli edifici e la gestione delle vie di fuga impongono un’analisi rigorosa prima di avviare qualsiasi accorpamento.
Capacità nominale contro capienza reale
Il CNDDU sottolinea una discrepanza frequente nelle ristrutturazioni della rete didattica: la differenza tra capienza nominale e praticabilità reale di un plesso. Aggiungere gruppi classe senza una riprogettazione logistica può compromettere la funzionalità degli spazi dedicati al sostegno e ai laboratori didattici.

Le valutazioni economiche non possono limitarsi al mero taglio delle spese di gestione del singolo plesso dismesso. Bisogna calcolare i costi vivi per l’adeguamento delle sedi riceventi, le spese di trasloco del materiale didattico e gli interventi sugli impianti.
Programmazione a lungo termine contro interventi a ridosso dell’anno scolastico
Il caso di Como dimostra l’impatto critico delle scelte assunte a ridosso dell’avvio delle lezioni. Intervenire senza scadenze temporali ampie complica il lavoro dei dirigenti scolastici e genera contenziosi giudiziari evitabili.
Il calo demografico impone agli enti locali revisioni del patrimonio immobiliare scolastico, ma ogni chiusura necessita di un’istruttoria fondata su dati tecnici verificabili prima dell’approvazione formale.
L’ordinanza del Consiglio di Stato congela l’assetto della Corridoni fino all’udienza del 15 settembre 2026, lasciando all’esito dei controlli dell’USR la definizione del quadro funzionale ed economico.

