Meloni supera il record di longevità di Berlusconi II: l’esame sui numeri dopo 4 anni di governo

Giorgia Meloni presiede una riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi
Giorgia Meloni durante una riunione del Consiglio dei ministri.

A Bari, tra passi di taranta e celebrazioni di piazza, Giorgia Meloni festeggia il primato di longevità del proprio esecutivo. L’esperienza dell’attuale governo supera formalmente la durata del Berlusconi II, rimasto in carica dal giugno 2001 all’aprile 2005.

L’evento segna anche l’avvio della nuova corsa elettorale, accompagnato da una brochure riassuntiva dei traguardi rivendicati dalla maggioranza. Al netto delle autocelebrazioni di rito, il confronto tra gli annunci iniziali e i dati concreti restituisce un quadro diviso tra conferme e promesse disattese.

Giorgia Meloni presiede un consiglio dei ministri foto lapresse

Giorgia Meloni presiede un consiglio dei ministri.

Stabilità della maggioranza e gestione delle tensioni

Sul piano politico interno, la tenuta della coalizione ha garantito una continuità rara nella storia repubblicana. Agevolata anche dalle divisioni del centrosinistra maturate nel 2022, la premier ha mantenuto saldo il timone dell’alleanza.

La presidenza del Consiglio ha dovuto gestire le turbolenze interne a Lega e Forza Italia, oltre alle ripercussioni legate al fenomeno politico di Roberto Vannacci. La coesione numerica non è mai venuta meno nelle votazioni decisive.

Il bivio diplomatico tra Bruxelles e Washington

Archiviata la fase sovranista degli esordi e i selfie con Viktor Orbán, Palazzo Chigi ha scelto una rotta istituzionale nei rapporti comunitari. L’intesa operativa con Ursula von der Leyen ha permesso a Roma di incidere sui dossier europei, tenendo aperta l’interlocuzione con il Partito Popolare Europeo pur senza entrare organicamente nella maggioranza di Bruxelles.

La linea atlantista è rimasta costante sul fronte ucraino, confermata anche con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Il tentativo di porsi come ponte diplomatico tra Washington e l’Unione Europea ha però mostrato limiti evidenti, trasformando l’eccessiva vicinanza al presidente statunitense in un costo d’immagine.

Economia: rigore di bilancio e assenza di riforme strutturali

La gestione dei conti pubblici ha seguito la linea della prudenza affidata al ministro Giancarlo Giorgetti. Il controllo della spesa ha rassicurato i mercati finanziari, riducendo lo spread e favorendo l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo.

Meloni supera il record di longevità di Berlusconi II: l'esame sui numeri dopo 4 anni di governo

Il governo ha chiuso la stagione del superbonus edilizio e del reddito di cittadinanza, due misure accusate di aver aperto falle miliardarie nelle casse dello Stato. A fronte di dati occupazionali in crescita, è mancata una vera riforma di sistema sul fronte del fisco e delle pensioni, con una crescita economica trainata quasi unicamente dai prestiti del Pnrr.

Sanità al 6,3% del PIL e il nodo delle riforme istituzionali

Il capitolo delle riforme costituzionali rappresenta il punto più debole del quadriennio. Il premierato e il presidenzialismo non sono stati realizzati, mentre l’autonomia differenziata e la separazione delle carriere hanno subito battute d’arresto, culminate nel voto contrario al referendum sulla giustizia.

In ambito sanitario i numeri smentiscono i tagli indiscriminati ma evidenziano un problema di risorse. La spesa pubblica per la salute si attesta attorno al 6,3% del Pil, a fronte del 6,5% pre-Covid del 2019 e del 7,3% registrato nel 2010. Il divario rispetto alla media delle principali economie europee, che superano l’8%, alimenta la carenza di medici e l’allungamento delle liste d’attesa.

Sicurezza, gestione migratoria e dossier energetico

I provvedimenti varati tra il 2023 e il 2025 non hanno risolto le criticità legate alla sicurezza nelle periferie urbane, limitandosi a risposte frammentate dopo singoli fatti di cronaca. Risultati migliori si sono registrati nella gestione dell’ordine pubblico durante i grandi cortei e nella tutela legale degli agenti.

Sui flussi migratori, abbandonato il proclama del blocco navale, l’esecutivo ha ottenuto una consistente riduzione degli sbarchi attraverso la stretta sulle navi delle ong e l’avvio del Piano Mattei per gli accordi con i Paesi africani. I centri per il rimpatrio aperti in Albania continuano invece a mostrare pesanti limiti operativi.

Sul versante energetico, dopo aver gestito le due grandi fiammate dei prezzi nel 2022 e nel 2026, resta aperto il percorso del disegno di legge sul nucleare civile, mentre si attendono ancora decisioni sulle gare per le concessioni.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *