La casa d’aste Bonhams propone all’incanto un esemplare operativo di Apple I con una stima compresa tra 500.000 e 800.000 dollari. Il mercato dei primi calcolatori della Silicon Valley continua a registrare cifre da capogiro per i pezzi rari e documentati.
L’esemplare in vendita è noto tra gli addetti ai lavori come “Hatfield” Apple I. Nel 2013 la stessa macchina era passata di mano per 671.400 dollari.
L’Apple I Registry classifica questo esemplare al numero 48. Sulla scheda madre è presente la firma autografa di Steve Wozniak, il progettista hardware che realizzò il circuito stampato.
Le tappe del tour promozionale negli Stati Uniti
Prima dell’assegnazione finale a New York, la casa d’aste espone il computer in diverse città statunitensi per attirare investitori e collezionisti internazionali.
Il calendario include Los Angeles dal 9 all’11 settembre, Boston dal 21 al 23 settembre e San Francisco tra il 30 settembre e il primo ottobre. La sessione di vendita definitiva si terrà a New York.
Dall’assemblaggio nel garage al valore di mercato attuale
Al suo debutto nel 1976, l’Apple I veniva venduto al prezzo al pubblico di 666,66 dollari. La dotazione di memoria standard era di appena 4 KB di RAM.
Il cliente doveva provvedere autonomamente ad acquistare l’alimentatore, il monitor e la tastiera esterna. La macchina offriva però una scheda già saldata e un’uscita video integrata, caratteristica inedita per i computer in kit dell’epoca.
Scheda madre di un computer vintage anni Settanta su tavolo da esposizione, con tastiera e monitor d’epoca.
In totale furono costruiti circa 200 esemplari. Ad oggi si stima che ne sopravvivano meno di 75 in tutto il mondo, con una percentuale minima ancora in grado di avviarsi ed elaborare codice.
La permuta rifiutata con Steve Jobs
Il lotto comprende un documento storico: una lettera scritta e firmata da Steve Jobs nel 1978, all’epoca indicato come vicepresidente operativo dell’azienda.
Il proprietario originale, Hatfield, aveva contattato la società lamentando l’assenza di software dedicato per l’Apple I. Jobs rispose formalmente offrendo una permuta diretta: restituire la scheda madre originale senza memoria e aggiungere un assegno da 400 dollari per ottenere un nuovo Apple II con 4K di memoria.
Hatfield scelse di rifiutare l’offerta, conservando la macchina. Anni dopo decise di cedere il dispositivo a un privato per circa 40.000 dollari, investendo il ricavato in serate musicali e cene a New Orleans.


