Una striscia oleosa di presunto gasolio ha percorso il Naviglio Grande partendo dall’hinterland ovest fino alle porte di Milano. I soccorsi e i tecnici ambientali sono al lavoro per bloccare l’inquinamento prima dell’ingresso nel bacino della Darsena.
L’emergenza è scattata nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, quando la chiazza è scivolata lungo il canale artificiale attraversando diversi comuni dell’area metropolitana.
Muro galleggiante alla Canottieri per blindare la Darsena
A Milano la Protezione Civile ha allestito uno sbarramento galleggiante all’altezza della Canottieri, nel quartiere di San Cristoforo. L’operazione, coordinata dall’assessore alla cura del territorio Marco Granelli, punta a intercettare il combustibile in superficie prima che contamini il centro cittadino.
La barriera galleggiante installata nel Naviglio Grande a Milano per bloccare la macchia oleosa.
Squadre di operatori presidiano l’argine per monitorare la tenuta dei moduli galleggianti, progettati per assorbire e trattenere gli idrocarburi senza interrompere del tutto il deflusso idrico.
L’origine dell’inquinamento a Pontevecchio di Magenta
Il punto di origine del guasto è stato localizzato a Pontevecchio, frazione di Magenta, durante alcune manutenzioni ordinarie sulle condotte fognarie cittadine.
L’azienda Cap Holding ha comunicato che durante le attività programmate è emersa una massiccia presenza anomala di idrocarburi, tale da mandare in crisi la rete di smaltimento. Da lì, il liquido è finito direttamente nel Naviglio Grande.
Lo sversamento di idrocarburi visibile lungo il corso del Naviglio Grande nel territorio di Robecco.
Campionamenti Arpa e controlli di sicurezza
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con il nucleo specialistico Nbcr, affiancati dai tecnici di Arpa Lombardia e del Consorzio Villoresi per raccogliere campioni e tracciare la composizione esatta del combustibile.
I sindaci Luca Del Gobbo di Magenta e Fortunata Barni di Robecco sul Naviglio, insieme al vicesindaco Simone Gelli e al comandante della polizia locale Angelo Sallemi, hanno istituito un presidio fisso all’incrocio tra via Bottego e via Pellegatta, bloccando la viabilità per facilitare le manovre di soccorso.
La catena di sbarramenti e l’allerta ad Abbiategrasso
Per arginare l’avanzata della scia inquinante sono state posizionate dighe mobili in più punti strategici del tracciato: tra Ozzero e Abbiategrasso, lungo la tratta Trezzano-Corsico e infine al presidio milanese di San Cristoforo.
La chiazza di idrocarburi documentata durante il passaggio delle acque nel territorio di Abbiategrasso.
Ad Abbiategrasso parte del materiale ha raggiunto la Roggia Cardinala. L’assessore all’Ecologia Valter Bertani ha confermato l’immediata chiusura di tutte le paratoie irrigue verso i campi agricoli per evitare che il gasolio penetri nei terreni coltivati.
Le autorità locali hanno diffuso l’ordine tassativo di non avvicinarsi alle sponde del Naviglio e di vietare qualsiasi prelievo idrico per uso domestico o agricolo.
Resta aperto il fascicolo sulle cause dell’accaduto: le forze dell’ordine e i periti ambientali stanno valutando l’ipotesi di una rottura accidentale di un collettore oppure le conseguenze di un furto di carburante fallito lungo la rete.




