Asta da 1,16 milioni a Livorno: scatta la protesta per gli orti di via Goito con blitz in 3 cantieri

Asta da 1,16 milioni a Livorno: scatta la protesta per gli orti di via Goito con blitz in 3 cantieri
Asta da 1,16 milioni a Livorno: scatta la protesta per gli orti di via Goito con blitz in 3 cantieri

L’area verde degli orti urbani di via Goito a Livorno resta al centro di un duro scontro tra attivisti, amministrazione e costruttori. Dopo l’aggiudicazione all’asta dei terreni all’impresa Frangerini per oltre 1,16 milioni di euro, la mobilitazione popolare ha alzato il livello dello scontro, affiancando alle manifestazioni di piazza vere e proprie ispezioni dal basso nei cantieri.

Il piano edilizio e il fronte del no

Il piano presentato da Frangerini prevede la realizzazione di un quartiere residenziale composto da quattro palazzine. Secondo l’impresa costruttrice, l’intervento manterrà in gran parte la destinazione verde dello spazio.

La linea trova l’avallo di Palazzo civico, che sottolinea la piena conformità del piano con gli strumenti urbanistici vigenti. La strategia comunale punta a circoscrivere i cantieri a lotti ridotti, acquisendo al patrimonio pubblico la porzione residua di terreno per destinarla a parco.

Il Comitato respinge ogni compromesso. Gli attivisti chiedono lo stop totale a qualsiasi intervento di nuova edificazione in via Goito, contestando la trasformazione dell’area a prescindere dalle cubature previste.

Blitz nei cantieri edili

La protesta si è estesa con la campagna di “controllo popolare”, mirata a verificare le attività operative riconducibili alla ditta Frangerini. I membri del comitato hanno organizzato accessi simultanei in tre cantieri attivi sul territorio: la nuova palestra nel quartiere Scopaia, la sede dell’Ente e Scuola edile e un intervento a Nugola.

Le contestazioni su orari e appalti

Secondo quanto denunciato dagli attivisti, in due delle tre aree ispezionate – Scopaia e Cassa edile – gli operai stavano lavorando all’aperto alle ore 15. La circostanza violerebbe l’ordinanza regionale che impone lo stop delle mansioni esposte al sole tra le 12.30 e le 16 durante le giornate a rischio termico elevato.

Il monitoraggio intende approfondire anche l’inquadramento della manodopera. Il Comitato afferma che l’azienda conterebbe soltanto 27 dipendenti diretti, affidando il resto dei lavori a ditte terze.

Nei prossimi giorni verrà redatto un dossier da trasmettere ad Asl e Ispettorato del lavoro su pagamenti, sicurezza e gestione dei subappalti.

La mobilitazione permanente e il corteo

Negli spazi di via Goito prosegue il campeggio di protesta allestito nei giorni scorsi. Da lunedì scatterà un presidio attivo 24 ore su 24 per bloccare l’eventuale arrivo dei mezzi di cantiere o l’avvio delle operazioni di sgombero forzato.

Al corteo indetto nell’ambito della mobilitazione hanno aderito diverse realtà associative e sindacali toscane e nazionali, tra cui Potere al Popolo, Usb Toscana, Asia Usb, i portuali livornesi, Buongiorno Livorno, WWF e Lipu.

Il percorso parte da via Goito con una sosta assembleare in piazza Mazzini, per poi sfilare davanti al monumento dei Quattro Mori e chiudersi sotto il palazzo comunale.

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