Conegliano, espulso 31enne dopo il panico al Villaggio di Natale: rimpatriato a Casablanca

Conegliano, espulso 31enne dopo il panico al Villaggio di Natale: rimpatriato a Casablanca
Conegliano, espulso 31enne dopo il panico al Villaggio di Natale: rimpatriato a Casablanca

Un volo di sola andata diretto a Casablanca ha chiuso definitivamente la permanenza in Italia di un cittadino marocchino di 31 anni, nato nel 1995. L’allontanamento dal territorio nazionale è stato disposto con un provvedimento di accompagnamento immediato alla frontiera firmato dal Questore di Treviso, Alessandra Simone.

L’uomo era entrato illegalmente nel Paese nel 2015, avviando una sequenza di reati che lo ha reso destinatario di numerose denunce e condanne. Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura lo hanno prelevato e scortato fino alla scaletta dell’aereo dopo il definitivo rifiuto del permesso di soggiorno per marcata pericolosità sociale.

Il terrore tra le famiglie al Villaggio di Natale

L’episodio più allarmante legato alla sua presenza nella Marca risale al dicembre 2023, nel pieno centro di Conegliano. In un pomeriggio di festa, l’uomo si era presentato al Villaggio di Natale in evidente stato di alterazione psicofisica.

Impugnando una bottiglia di vetro come un’arma impropria, aveva minacciato i passanti e le famiglie presenti tra le attrazioni. Subito dopo si era scagliato contro i plateatici dei bar circostanti, rovesciando tavolini e sedie.

L’intervento delle forze dell’ordine aveva evitato conseguenze peggiori, nonostante il 31enne avesse opposto una violenta resistenza fisica prima di essere immobilizzato e disarmato.

I precedenti giudiziari dal 2015 a oggi

Il fascicolo a carico dell’uomo raccoglieva una lunga lista di violazioni contro il patrimonio e contro la persona accumulate nell’arco di nove anni. Tra queste figurava una rapina impropria commessa ai danni di un supermercato di Rovigo.

Danneggiamenti e minacce sul territorio

La condotta del 31enne comprendeva anche molteplici furti, minacce aggravate e danneggiamenti mirati a diversi esercizi commerciali dell’area veneta.

La serie ininterrotta di reati ha portato la Questura di Treviso a formalizzare l’incompatibilità della sua presenza sul territorio italiano, accelerando la procedura di rimpatrio forzato verso il Marocco.

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