L’assegno unico per i figli a carico registra importi più elevati grazie all’adozione dell’”Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”. Il parametro interviene direttamente sulle modalità di calcolo delle somme spettanti ai beneficiari.
La revisione punta a sostenere in modo più marcato i nuclei con figli, modificando i parametri reddituali e patrimoniali di riferimento.
Come cambiano i coefficienti della scala di equivalenza
Il nuovo meccanismo incrementa la scala di equivalenza applicata all’indicatore della situazione economica equivalente in proporzione diretta al numero dei figli presenti nel nucleo.
I correttivi introdotti prevedono scaglioni specifici a seconda della composizione familiare:
- 0,10 per le famiglie con 2 figli;
- 0,25 in presenza di 3 figli;
- 0,40 per i nuclei con 4 figli;
- 0,55 a partire da 5 o più figli.
Franchigie immobiliari e apertura ai residenti all’estero
Oltre alla scala di equivalenza, il meccanismo introduce una franchigia più alta per l’immobile di proprietà destinato ad abitazione. Il beneficio cresce contestualmente all’aumento del valore catastale dell’immobile e al numero dei figli a carico.
Estensione territoriale dei beneficiari
L’erogazione della prestazione recepisce disposizioni di apertura anche oltre i confini nazionali. La misura viene infatti garantita per i figli stabilmente residenti in un altro Stato membro dell’Unione Europea.
L’accesso all’assegno include inoltre i genitori non residenti in Italia, a patto che mantengano il domicilio e svolgano regolare attività lavorativa sul territorio nazionale.

