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Bimba di 2 anni morta dopo un mal di pancia: la Procura di Milano apre un’inchiesta per omicidio colposo

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Ingresso del pronto soccorso ospedaliero con ambulanza
Gli inquirenti indagano sui soccorsi prestati alla piccola tra l'ospedale di Rho e il presidio Buzzi di Milano.

La magistratura milanese indaga per omicidio colposo sulla tragica scomparsa di una bimba di 2 anni, deceduta all’ospedale Buzzi dopo essere stata portata al pronto soccorso con forti dolori addominali e vomito. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro della Procura di Milano, punta a chiarire la sequenza clinica che in poche ore ha trasformato un disturbo comune in un dramma irreversibile.

I genitori della piccola hanno presentato un esposto dettagliato in cui ripercorrono ogni passaggio vissuto a partire dal momento in cui sono comparsi i primi sintomi. I Carabinieri del NAS hanno immediatamente sequestrato la documentazione ospedaliera per verificare l’appropriatezza delle cure somministrate e la tempestività dell’inquadramento diagnostico.

Tutti gli accertamenti si concentrano sulla rapida escalation delle condizioni della piccola, passata nell’arco di una serata da una terapia con flebo a un improvviso collasso cardiocircolatorio.

Cosa è successo: dal malore iniziale al ricovero d’urgenza

La bambina accusava da alcuni giorni problemi di stitichezza, degenerati rapidamente in una violenta sintomatologia con nausea e forti fitte all’addome. Su indicazione del medico curante del comune dell’hinterland milanese in cui risiedeva la famiglia, i genitori hanno accompagnato la figlia al presidio ospedaliero di Rho intorno alle ore 17:00.

Presa in carico dall’équipe pediatrica per accertamenti diagnostici e l’avvio di una terapia endovenosa, la piccola sembrava inizialmente sotto controllo clinico. Tuttavia, a distanza di alcune ore dall’ingresso in reparto, il quadro è precipitato improvvisamente, portando a un arresto cardiaco durato svariati minuti prima che i sanitari riuscissero a stabilizzarne i parametri vitali.

Constatata l’estrema gravità della situazione, i medici hanno organizzato il trasferimento d’urgenza verso le ore 23:00 presso l’ospedale pediatrico Buzzi di Milano. Nonostante i tentativi estremi di rianimazione messi in atto nella struttura specialistica, la piccola è deceduta poco dopo il suo arrivo.

I punti oscuri al centro dell’inchiesta giudiziaria

Il fascicolo penale, attualmente aperto a carico di ignoti ma destinato a delineare eventuali posizioni note, è affidato alla titolarità della pm Rosaria Stagnaro. Gli inquirenti intendono fare piena luce sulla tempestività e l’adeguatezza dell’assistenza medica ricevuta nella prima struttura sanitaria.

Un errore comune di valutazione risiede nel considerare ogni dolore addominale pediatrico come un disturbo transitorio, sottovalutando segnali d’allarme critici che richiedono monitoraggi strumentali continui.

Al centro dell’attività investigativa vi è la verifica rigorosa di esami ematochimici, ecografie o valutazioni strumentali svolte nel corso della degenza a Rho. La magistratura ha formalmente disposto l’esame autoptico e individuato il consulente tecnico che eseguirà l’accertamento necroscopico per determinare la reale causa fisiologica del decesso.

La cronologia dei fatti accertati

Le tappe ricostruite dalle indagini delineano una progressione temporale particolarmente serrata:

Momento clinico Evento registrato
Pomeriggio (ore 17:00) Accesso al pronto soccorso di Rho per dolori addominali, vomito e stipsi pregressa
Serata Presa in carico pediatrica, somministrazione di flebo e improvviso arresto cardiaco
Tarda serata (ore 23:00) Trasferimento d’urgenza all’ospedale Buzzi di Milano
Notte / Ricovero Buzzi Decesso della bambina di 2 anni nonostante i tentativi dei medici

Dolore addominale nei bambini: credenze comuni e realtà medica

Nell’immaginario collettivo un comune mal di pancia infantile viene quasi sempre associato a banali coliche, indigestione o lievi infezioni gastrointestinali passeggere. La realtà medica impone invece un monitoraggio costante quando il sintomo si accompagna a vomito persistente, arresto del transito intestinale o decadimento rapido dello stato generale di vigilanza.

I protocolli ospedalieri prevedono la verifica di occlusioni intestinali, volvoli o invaginazioni che possono evolvere repentinamente in shock settico o complicanze sistemiche fatali. Proprio per questo motivo, le verifiche delegate ai militari del NAS analizzeranno ogni singola annotazione presente nella cartella clinica sequestrata.

L’esito dell’autopsia fornirà il riscontro medico-legale indispensabile per accertare se siano insorte patologie fulminanti non prevedibili oppure se si siano verificati ritardi colposi durante la fase iniziale del triage.

💚 La vicenda resta al centro dell’attenzione della Procura milanese in attesa dei risultati peritali definitivi.

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