I ragazzi di oggi si confrontano con un livello di pressione sociale senza precedenti. Se alle generazioni passate veniva chiesto semplicemente di fare bene, l’ambiente attuale impone la perfezione a ogni costo.
Lo psicopedagogista Stefano Rossi.
Stefano Rossi, psicopedagogista con oltre 20 anni di lavoro alle spalle ed ex coordinatore di centri per minori a rischio, traccia un quadro netto dello smarrimento giovanile. Il terrore di fallire genera blocchi profondi: molti giovani finiscono per chiedersi se siano perdenti o se valga la pena vivere.
La trappola dell’iperprotezione genitoriale
La transizione verso l’età adulta richiede un passaggio obbligato: uccidere simbolicamente il sé bambino. L’eccesso di ansia riversato dai genitori rischia di trasformarsi in una minaccia diretta allo sviluppo neurologico ed emotivo dei figli.
Quando le famiglie provano ad azzerare ogni sofferenza, antepongono le proprie insicurezze alla naturale maturazione del ragazzo. Cadere, sbagliare strada o subire una bocciatura scolastica rappresentano eventi formativi necessari per sviluppare autoconsapevolezza.
Il dolore agisce come un correttivo fondamentale. Obbliga a fermarsi, a riflettere e a rimodellare le proprie scelte future.
Dalla predica alla responsabilità pratica
Affrontare la crescita implica anche comprendere il ruolo della disobbedienza. Mettere alla prova i limiti imposti dagli adulti non è una provocazione fine a se stessa, ma una tappa funzionale alla conquista della libertà.
I lunghi discorsi moralizzanti producono l’effetto opposto, infantilizzando chi ascolta. L’unico strumento educativo efficace resta il confronto diretto con le conseguenze pratiche delle proprie azioni.
I confini come forma di tutela
Riconoscere l’importanza dell’autonomia non significa adottare un modello permissivo. I divieti restano indispensabili per fornire stabilità durante una fase caotica.
Rossi paragona il giovane a un torrente: la presenza di argini solidi garantisce direzione ed energia alla corrente, impedendo che si disperda trasformandosi in una pozzanghera informe.
Una trasgressione occasionale fa parte del percorso di distacco dal nucleo familiare e risponde a una sana esigenza di esplorazione del mondo esterno.


