Il ripristino della Carta del docente a 500 euro e l’erogazione anticipata a inizio autunno rappresentano le richieste centrali del personale scolastico per il nuovo anno. L’obiettivo politico emerso punta a superare i forti disagi registrati nella gestione precedente.
Nell’anno scolastico 2025/2026 il bonus è arrivato con circa cinque mesi di ritardo, venendo accreditato soltanto il 9 marzo 2026. Oltre all’attesa prolungata, la somma per ciascun beneficiario è calata a 383 euro, segnando un taglio netto di 117 euro.
Le cause del taglio e l’impatto sulla formazione
La riduzione dell’importo è scaturita dall’allargamento della platea dei beneficiari, che ha incluso il personale educativo e i supplenti con contratto fino al 30 giugno accanto a quelli di ruolo e con incarico al 31 agosto. La distribuzione delle medesime risorse complessive su un numero più elevato di docenti ha causato la contrazione della cifra individuale.
I 500 euro originari garantivano la copertura di spese specifiche per l’autoformazione. La disponibilità tardiva a marzo ha impedito a molti insegnanti di iscriversi tempestivamente a master, corsi universitari e percorsi di perfezionamento che chiudono i bandi in autunno.

Piattaforma temporaneamente bloccata
Il portale ministeriale dedicato al beneficio ha comunicato lo stop operativo a partire dal 31 agosto 2026 per interventi tecnici propedeutici al nuovo anno scolastico 2026/2027.
Resta ancora da ufficializzare la data esatta di riattivazione e l’ammontare definitivo del fondo destinato a ciascun docente.

