Domenico Caliendo: la maxi perizia svela che il cuore artificiale dava oltre il 70% di sopravvivenza

Ospedale Monaldi di Napoli e presidi medici per cardiochirurgia pediatrica
Il caso del piccolo Domenico Caliendo al centro della perizia depositata per l'incidente probatorio.

Il piccolo Domenico Caliendo si sarebbe potuto salvare con una probabilità di sopravvivenza a medio e lungo termine superiore al 70% se fosse stato collegato tempestivamente al Berlin Heart, il sistema di cuore artificiale extracorporeo. La pesante conclusione emerge dalla maxi perizia tecnica depositata nell’inchiesta sulla tragica morte del bambino di quasi due anni e mezzo, deceduto il 21 febbraio dopo il fallimento del trapianto cardiaco eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli.

I periti incaricati dalla magistratura hanno accertato che il mancato impiego del supporto meccanico entro 72 ore dall’intervento ha precluso al piccolo paziente la possibilità di attendere in condizioni stabili un secondo organo. Il documento medico-legale svela una sequenza serrata di condotte inadeguate e valutazioni cliniche mancate, che trasformano la gestione post-operatoria in un punto centrale del fascicolo giudiziario.

La finestra di 72 ore e l’opportunità mancata del secondo trapianto

La relazione firmata dai professori Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini chiarisce un passaggio temporale decisivo: il collegamento al cuore artificiale avrebbe dovuto avvenire nei primissimi giorni successivi all’operazione fallita. Mantenere il bambino collegato all’Ecmo per un periodo prolungato ha invece esposto i suoi organi a un progressivo deterioramento sistemico.

La disponibilità di una reale alternativa terapeutica non è rimasta un’ipotesi teorica. Il 17 febbraio si era infatti reso disponibile un nuovo cuore compatibile, ma il quadro clinico generale del bambino, compromesso già dalla metà di gennaio, risultava ormai incompatibile con un secondo intervento chirurgico.

Con il ritrapianto la probabilità di sopravvivenza a medio e lungo termine sarebbe stata significativa

Questo mancato passaggio ha compromesso irrimediabilmente le speranze di recupero, lasciando aperto il confronto tecnico sulle motivazioni per cui l’opzione del dispositivo extracorporeo non sia stata resa operativa dall’équipe curante.

Dalla trasferta a Bolzano all’uso del ghiaccio secco

L’intera vicenda ha avuto origine dal prelievo dell’organo all’ospedale di Bolzano, destinato al trapianto di Domenico ma giunto a destinazione gravemente danneggiato dal freddo. La perizia ha qualificato come «non congrua» la condotta della cardiochirurga Gabriella Farina, responsabile della spedizione partita dal Monaldi.

I consulenti contestano la mancata verifica della tipologia di refrigerante utilizzato durante il trasporto: non sarebbe stato portato ghiaccio a sufficienza e non si sarebbe controllato che quello reperito sul posto fosse ghiaccio secco, la cui temperatura estrema ha congelato e lesionato irreparabilmente il tessuto miocardico. Dalle verifiche emergono inoltre lacune formative relative all’attività trapiantologica e all’utilizzo del Paragonix, il dispositivo specialistico adibito al controllo termico degli organi prelevati. Risultano invece scagionati per la fase del trapianto i cardiochirurghi Oppido e Bergonzoni.

Falsi miti clinici: l’Ecmo non sostituisce il cuore artificiale

Spesso si ritiene erroneamente che l’ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo) rappresenti una soluzione terapeutica equivalente a un cuore artificiale per i pazienti pediatrici in attesa di trapianto. I dati scientifici e le valutazioni dei periti ribadiscono invece una netta separazione tecnica e funzionale tra i due presidi:

  • L’Ecmo costituisce una misura di stabilizzazione d’emergenza a breve termine, gravata da un elevato rischio di complicanze emorragiche e infettive se protratta per molte settimane.
  • Il Berlin Heart funge da vera e propria pompa meccanica biventricolare di transizione (bridge-to-transplant), studiata specificamente per supportare il circolo pediatrico per mesi salvaguardando reni, fegato e polmoni fino al reperimento di un nuovo donatore.
Elemento esaminato Valutazione della maxi perizia
Uso del Berlin Heart entro 72 ore Sopravvivenza a medio e lungo termine superiore al 70%
Permanenza prolungata su supporto Ecmo Deterioramento multiorgano irreversibile entro metà gennaio
Nuovo donatore del 17 febbraio Inutilizzabile per le condizioni cliniche ormai degenerate
Conservazione organo a Bolzano Uso errato di ghiaccio secco e mancato controllo Paragonix

L’incidente probatorio e le richieste della famiglia Caliendo

La documentazione clinica acquisita presenta discrepanze temporali, bozze di referto modificate in passaggi cruciali e il mancato tempestivo controllo sullo stato del cuore congelato arrivato da Bolzano. Di fronte a queste risultanze, l’avvocato di parte civile Francesco Petruzzi ha sollecitato la Procura di Napoli a valutare l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale anziché omicidio colposo, sostenendo che l’opzione del Berlin Heart sia stata colpevolmente ignorata.

È stata una catena di errori dall’inizio alla fine. Hanno giocato con la vita di mio figlio e hanno pensato di poter nascondere tutto. Io sarò sempre calma, ma voglio giustizia, voglio guardare quei dottori negli occhi: Domenico non me lo porta più nessuno, ma chi ha sbagliato deve pagare.

Le dichiarazioni di Patrizia Mercolino, madre di Domenico, accompagnata dal marito Antonio Caliendo, sottolineano la gravità dell’impatto umano e giudiziario della perizia. Sono sette i medici iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli. Il gip Mariano Sorrentino ha fissato per il 12 e 13 novembre le udienze per l’esame e il controesame dei periti durante l’incidente probatorio, momento processuale in cui la perizia tecnica assumerà valore formale di prova per l’eventuale rinvio a giudizio.

💚 La ricerca della verità clinica e giudiziaria prosegue per dare risposte definitive a una vicenda che tocca da vicino la sanità e la tutela dei più piccoli.

📱 Segui tutti gli sviluppi delle udienze giudiziarie previste al Tribunale di Napoli.

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