L’arresto del settantenne Enrico Marigo a Villatora di Saonara è scattato dopo la sua telefonata al numero d’emergenza in cui ha confessato di aver ucciso la suocera novantaseienne Maria Zanasca, soffocandola a mani nude all’interno della camera da letto nell’abitazione al pian terreno di via Bolzano 7. L’uomo, pensionato e fino a quel momento incensurato, ha atteso l’arrivo immediato dei militari dell’Arma senza opporre alcuna resistenza, consegnandosi spontaneamente alle autorità.
I sanitari e i carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco, supportati dai colleghi del Nucleo Investigativo di Padova, si sono trovati di fronte alla scena descritta pochi minuti prima dallo stesso indagato. L’anziana giaceva esanime sul proprio letto, priva di vita a causa dell’occlusione prolungata delle vie respiratorie, mentre l’abitazione familiare è stata subito transennata per consentire i rilievi tecnici necessari a chiarire i dettagli della tragica vicenda.
La dinamica dei fatti nella casa di via Bolzano
La tragedia si è consumata poco dopo le ore 12:30, al termine di una mattinata scandita dall’ennesimo momento di forte agitazione dell’anziana, gravemente malata e affetta da tempo da una severa forma di demenza senile. La figlia della donna, Cinzia Zamboni, era uscita poco prima per recarsi a Padova a fare visita al figlio, cercando di ritagliarsi una breve pausa da un clima domestico divenuto via via insostenibile.
Rimasto da solo nell’abitazione con la donna allettata, il pensionato è andato incontro a una crisi di esasperazione di fronte ai continui lamenti e alle richieste dell’anziana. L’uomo si è diretto nella stanza, compiendo il gesto estremo documentato durante il sopralluogo giudiziario.
«L’ho uccisa, ho perso la calma, non ne potevo più.»
Dopo aver premuto con forza le mani su naso e bocca della novantaseienne per diversi minuti, il settantenne ha constatato l’assenza di battito e ha composto il 113. All’arrivo della pattuglia, Marigo ha aperto la porta confermando quanto dichiarato al telefono, proprio mentre la moglie rientrava trovando la casa già presidiata dai carabinieri.
La crisi della donna e la sproporzione fisica
La ricostruzione investigativa ha evidenziato come l’anziana non abbia avuto alcuna possibilità di scampo di fronte alla forza fisica dell’uomo. Maria Zanasca, costretta a letto da tempo e debilitata dalla malattia, ha provato ad abbozzare una minima reazione ma ha perso i sensi nel giro di pochissimi istanti. Gli accertamenti eseguiti sul posto non hanno rilevato colluttazioni prolungate o disordini all’interno della stanza da letto.
I rilievi medico-legali e l’accusa della Procura
L’ispezione esterna del corpo è stata affidata al medico legale Antonello Cirnelli, intervenuto su disposizione del magistrato di turno. L’esperto ha certificato che il decesso è avvenuto per soffocamento meccanico diretto, senza evidenziare lesioni da percosse o ecchimosi riconducibili a violenze pregresse sul corpo dell’anziana. Inoltre, sui palmi delle mani dell’indagato non sono stati riscontrati morsi o graffi da difesa.

Il sostituto procuratore Marco Brusegan, dopo aver coordinato i rilievi scientifici e ascoltato la confessione dell’uomo, ha disposto il fermo immediato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dall’aver approfittato delle condizioni di minorata difesa della vittima. Marigo, difeso dall’avvocato Enrico Cogo, è stato trasferito in carcere nella notte successiva all’interrogatorio, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.
| Elemento del caso | Dettaglio accertato dagli inquirenti |
|---|---|
| Luogo dell’accaduto | Villatora di Saonara (Padova), via Bolzano 7 |
| Persone coinvolte | Enrico Marigo (70 anni), Maria Zanasca (96 anni) |
| Causa accertata del decesso | Soffocamento meccanico (asfissia) |
| Contestazione penale | Omicidio volontario aggravato da minorata difesa |
| Autorità inquirenti | PM Marco Brusegan, Carabinieri Compagnia Piove di Sacco |
Il contesto familiare prima del dramma
L’intera vicenda si inserisce in un quadro di profonda usura emotiva e fisica legata all’assistenza continua della donna novantaseienne. Circa un anno e mezzo prima dei fatti, la coppia aveva scelto di lasciare la propria precedente residenza nel quartiere della Stanga a Padova per trasferirsi a Villatora di Saonara, con l’obiettivo di garantire cure costanti e quotidiane alla suocera non più autosufficiente.
Nel corso di questo periodo non erano mai stati segnalati episodi pregressi di violenza o denunce all’interno delle mura domestiche. L’unico precedente noto era stato un accesso al pronto soccorso dovuto a una caduta accidentale della novantaseienne, alzatasi dal letto durante un episodio di delirio. Le perquisizioni nell’immobile e i tamponi eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche hanno confermato l’assenza di elementi estranei al dramma della disperazione confessato dal pensionato.
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