Eruzione del Krakatoa, 250.000 passeggeri bloccati a Giacarta: fermo anche il chirurgo Adriano Santorelli con la famiglia

Eruzione del Krakatoa, 250.000 passeggeri bloccati a Giacarta: fermo anche il chirurgo Adriano Santorelli con la famiglia
Eruzione del Krakatoa, 250.000 passeggeri bloccati a Giacarta: fermo anche il chirurgo Adriano Santorelli con la famiglia

L’improvvisa eruzione del vulcano Krakatau ha paralizzato il traffico aereo in Indonesia, intrappolando centinaia di migliaia di viaggiatori. Tra le oltre 250.000 persone rimaste bloccate nell’aeroporto di Giacarta c’è anche il chirurgo plastico napoletano Adriano Santorelli, fermo nell’arcipelago insieme alla moglie e alle due figlie.

Lo scalo paralizzato dalla nube di cenere

L’attività eruttiva del Krakatau, situato su un’isola a circa 150 chilometri dalla capitale, ha rilasciato nell’atmosfera un’enorme quantità di detriti vulcanici. L’emergenza non riguarda semplici ritardi o singole cancellazioni, ma l’inagibilità totale dell’intera struttura aeroportuale.

La densità delle polveri ha azzerato i parametri minimi di visibilità per i voli. La presenza delle scorie nell’aria ha imposto restrizioni sanitarie immediate, costringendo i viaggiatori a rimanere al chiuso e a indossare dispositivi di protezione individuale.

La testimonianza del medico sui social

Santorelli ha documentato la vicenda attraverso un video condiviso sui propri canali social per aggiornare familiari e pazienti sui ritardi nei rientri operativi. Il medico era sbarcato in Indonesia per partecipare a un congresso specialistico prima del blocco totale dei trasporti.

“Dovevo cominciare studio domani, avevo anche già programmato la sala operatoria mercoledì”, ha spiegato il chirurgo, sottolineando che “ci sono moltissime polveri in circolo e quindi non si può uscire dalla camera, bisogna indossare le mascherine, ma la cosa più importante è che purtroppo hanno chiuso l’aeroporto”.

Pazienti allertati e piani di emergenza

L’impossibilità di raggiungere l’Italia ha costretto lo specialista a rinviare tutti gli appuntamenti clinici e gli interventi già calendarizzati a Napoli. Al momento non esiste alcuna finestra temporale certa per la ripresa dei normali collegamenti aerei.

“Non sappiamo se rimanere qui con la speranza che l’aeroporto possa aprire, oppure facendo un viaggio della speranza con un treno, con bus di 7-8 ore per allontanarci da qui per poi riprogrammare tutto quanto il viaggio di ritorno in Italia o quantomeno in Europa”, ha aggiunto il medico.

La complessa geografia insulare dell’Indonesia rende gli spostamenti alternativi via terra estremamente lenti e difficoltosi, lasciando lo scalo internazionale di Giacarta in attesa che i livelli di visibilità tornino alla normalità.

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