Fondi fantasma e stragi nei campi: il milione anti-caporalato è bloccato da oltre 16 mesi

Fondi fantasma e stragi nei campi: il milione anti-caporalato è bloccato da oltre 16 mesi
Fondi fantasma e stragi nei campi: il milione anti-caporalato è bloccato da oltre 16 mesi

Le promesse di «tolleranza zero» pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone continuano a scontrarsi con una gestione burocratica paralizzata. Mentre le campagne italiane registrano l’ennesima scia di vittime tra i braccianti, i fondi stanziati per contrastare lo sfruttamento restano inaccessibili.

Al centro del blocco c’è il Fondo per il contrasto dei fenomeni di reclutamento illegale della manodopera straniera, istituito con la manovra economica per il 2025. Una dotazione complessiva di un milione di euro, suddivisa in 500 mila euro all’anno per il biennio 2026-2027, destinata a finanziare progetti mirati affidati al Terzo settore e alle associazioni di accoglienza.

Il decreto attuativo mai emanato

Per rendere operative queste risorse serve un decreto attuativo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di concerto con la ministra Calderone e con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il termine fissato per l’emanazione del testo era fissato al primo maggio dello scorso anno, ma la scadenza è stata ampiamente superata.

A distanza di oltre 16 mesi dall’approvazione iniziale, il provvedimento non ha ancora visto la luce. Nell’ottobre scorso l’esecutivo ha scelto di rimettere mano alla norma prima ancora che entrasse in vigore, modificando i requisiti soggettivi di accesso e aumentando i vincoli procedurali.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato del Partito Democratico Fabio Porta con un’interrogazione parlamentare indirizzata direttamente a Piantedosi. Il parlamentare ha denunciato «il perdurare dell’inerzia amministrativa in ordine all’adozione del decreto attuativo», sottolineando come lo stallo trasformi il fondo in una semplice posta contabile priva di ricadute concrete sui territori.

La scia di sangue nelle campagne estive

Il mancato sblocco delle risorse coincide con un quadro allarmante sui campi agricoli della penisola, dove la fine della stagione estiva restituisce un bilancio pesantissimo di incidenti e vittime. Il ministro Piantedosi aveva garantito controlli straordinari sul territorio nazionale, ma i numeri raccontano una realtà immutata.

Gli incidenti e le inchieste da Nord a Sud

All’inizio della stagione, quattro lavoratori sono morti arsi vivi all’interno di un minivan sulla statale Jonica, all’altezza di Amendolara, in provincia di Cosenza. Lo scorso 10 agosto, nelle campagne di Serracapriola in provincia di Foggia, il ribaltamento di un altro furgone ha provocato la morte di un bracciante agricolo e il ferimento di altri otto colleghi.

Sul fronte giudiziario, le forze dell’ordine hanno eseguito di recente il fermo di 20 persone accusate di sfruttamento del lavoro nell’ambito di un’inchiesta coordinata tra Calabria e Lombardia. L’operazione dei carabinieri, partita dalla piana di Sibari e ramificata da Mantova a Catanzaro, ha confermato come la gestione della manodopera illegale mantenga una struttura operativa attiva lungo tutto il territorio nazionale.

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