Nel dramma familiare I figli della scimmia, Riccardo Scamarcio guida un cast d’eccezione nei panni di Dario, ruolo che è valso all’interprete pugliese il premio per la migliore interpretazione maschile nella sezione Orizzonti all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola, diretta da Tommaso Landucci e prodotta anche dallo stesso Scamarcio, porta sul grande schermo una dolorosa e complessa frattura emotiva all’interno delle mura domestiche.
L’opera esplora il conflitto interiore di un padre diviso tra la dedizione quotidiana verso il figlio con disabilità e il rapporto speculare con il nipote adolescente. Questa doppia dimensione affettiva trascina la famiglia in una tempesta di aspettative inespresse, dando vita a un racconto corale valorizzato da interpreti di primo piano.
Chi fa parte del cast de I figli della scimmia?
La composizione del gruppo di attori riunito da Tommaso Landucci unisce veterani del grande schermo e talenti emergenti. Accanto al protagonista Riccardo Scamarcio, il cast de I figli della scimmia vede la partecipazione di interpreti di solida esperienza teatrale e cinematografica come Fausto Russo Alesi e Luigi Diberti, figure chiave nella costruzione dell’architettura relazionale della vicenda.
A completare la galleria dei personaggi principali figurano Lidiya Liberman, Cristina Odasso e il giovane Tancredi Naldini. Le interazioni tra le figure di Ginevra, Roberto, Giacomo e Linda alimentano la complessa rete di tensioni che circonda il percorso psicologico di Dario.
Il debutto di Andrea Aggio accanto a Riccardo Scamarcio
La vera rivelazione sul set è rappresentata da Andrea Aggio, al suo esordio assoluto sul grande schermo nel ruolo del giovane Enrico. L’intesa recitativa tra Aggio e Scamarcio costituisce il nucleo pulsante dell’intera narrazione, al punto che l’attore pugliese ha voluto compiere un gesto significativo durante la cerimonia di premiazione al Lido di Venezia.
Durante la cerimonia di premiazione alla Mostra del Cinema di Venezia, Riccardo Scamarcio ha voluto condividere simbolicamente il premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile con il giovane esordiente Andrea Aggio.
Questo passaggio generazionale si riflette direttamente sullo schermo, dove Enrico diventa per Dario la proiezione vivente di un’esperienza paterna immaginata e mai vissuta.
Qual è la trama del film diretto da Tommaso Landucci?
La storia segue le giornate di Dario, un genitore che dedica interamente la propria vita alla cura e all’assistenza del figlio disabile. La routine quotidiana viene scossa quando l’uomo inizia a stringere un legame sempre più profondo e confidenziale con il nipote Enrico, figlio di suo fratello.
Nel ragazzo Dario scorge la possibilità di incarnare la figura paterna che aveva sempre desiderato essere prima della nascita del proprio primogenito. Quello che inizia come un semplice affetto tra zio e nipote si trasforma progressivamente in un’identificazione pericolosa, capace di destabilizzare gli equilibri emotivi e relazionali di entrambi i nuclei familiari.
Il regista Tommaso Landucci ha spiegato di essersi interrogato sul senso di perdita che alcuni genitori affrontano quando devono abbandonare l’immagine del figlio ideale, immaginato durante l’attesa, per confrontarsi con la realtà quotidiana.
Mito contro realtà: il legame con la fiaba di Esopo
Un errore interpretativo comune porta a considerare l’opera un semplice dramma sul favoritismo familiare. In realtà, il progetto si fonda su una rielaborazione simbolica molto più stratificata.
- Il mito classico: La fiaba di Esopo racconta di una scimmia che, madre di due cuccioli, riversa tutto il suo amore su uno solo trascurando completamente l’altro.
- La realtà cinematografica: Landucci trasforma questo spunto archetipico nello scontro psicologico tra il figlio reale e quello ideale, analizzando la linea d’ombra tra generosità ed egoismo genitoriale.
La sceneggiatura, scritta da Tommaso Landucci insieme a Damiano Femfert, ha ottenuto il prestigioso Premio Franco Solinas nel 2021 prima di conquistare il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura a Venezia.
La scheda tecnica e distributiva del film
Con una durata complessiva di 110 minuti, il lungometraggio approda nei cinema italiani supportato da una rete produttiva e distributiva articolata.
| Elemento | Dettaglio di produzione |
|---|---|
| Regia | Tommaso Landucci |
| Sceneggiatura | Tommaso Landucci e Damiano Femfert (Premio Solinas 2021) |
| Interpreti principali | Riccardo Scamarcio, Andrea Aggio, Fausto Russo Alesi, Luigi Diberti |
| Riconoscimenti a Venezia | Miglior interpretazione maschile e Miglior sceneggiatura (Orizzonti) |
| Società di produzione | Lungta Film, Lebowski, Mosaicon Film, HBO Max, Rai Cinema |
| Distribuzione italiana | Medusa Film |
Il percorso del film include anche incontri speciali sul territorio organizzati dalla Lucana Film Commission all’interno del format “Meet us at cinema”, con proiezioni ed eventi speciali condotti da Scamarcio al Cine Teatro Nicola Andrisani di Montescaglioso e al Cinema Guerrieri di Matera.
✨ Il cinema d’autore italiano torna a esplorare i nodi più intimi dei legami affettivi attraverso interpretazioni potenti.
🎬 I figli della scimmia offre uno sguardo senza sconti sulle complessità della genitorialità e sulle aspettative familiari.
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Quale attore interpreta il protagonista Dario nel lungometraggio?
Spiegazione: Riccardo Scamarcio veste i panni del protagonista Dario.
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Che legame di parentela intercorre tra Dario ed Enrico?
Spiegazione: Enrico è il nipote di Dario, in quanto figlio di suo fratello.
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Con quale collega Riccardo Scamarcio ha simbolicamente condiviso il premio vinto a Venezia?
Spiegazione: Scamarcio ha voluto condividere il riconoscimento con il debuttante Andrea Aggio.
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Quale riferimento classico ha ispirato la riflessione simbolica alla base del film?
Spiegazione: La vicenda trae ispirazione da una favola di Esopo incentrata sull'affetto asimmetrico di una scimmia per i suoi cuccioli.
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Quale premio ha ottenuto nel 2021 la sceneggiatura del film, prima del riconoscimento a Venezia?
Spiegazione: Il copione scritto da Landucci e Femfert è stato premiato con il Premio Franco Solinas nel 2021.
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