Apple versa circa 250 dollari a Samsung Display per ciascun pannello OLED pieghevole destinato al nuovo iPhone Duo, il dispositivo con cui la casa di Cupertino fa il suo ingresso nel settore dei pieghevoli con un prezzo base per l’Italia fissato a 2.369 euro. L’accordo commerciale ha una validità prevista di tre anni e comprende anche le future generazioni del modello, blindando una partnership industriale indispensabile per garantire i volumi richiesti.
La scelta di affidarsi a un fornitore unico nasce dall’incapacità degli altri concorrenti del settore di raggiungere i parametri tecnici e le quantità pretese da Cupertino. Nessun altro produttore sul mercato dispone al momento delle linee produttive necessarie per soddisfare simili standard qualitativi su larga scala.
Rivali sul mercato, partner indispensabili nella produzione
Una convinzione molto diffusa descrive Apple e Samsung esclusivamente come acerrime rivali commerciali. La realtà delle filiere industriali racconta una storia diversa: Samsung Electronics compete nei negozi con gli smartphone Galaxy, ma i rami produttivi del gruppo coreano rappresentano da oltre un decennio un pilastro fondamentale per i dispositivi della mela morsicata.
Gli impianti coreani hanno fabbricato in passato diverse generazioni di processori per Cupertino, a partire dal chip A4 presente sull’iPhone 4 e sul primo iPad del 2010. La cooperazione sui semiconduttori è continuata fino all’A9 di iPhone 6s, prima del passaggio esclusivo a TSMC avvenuto a partire dal processore A10 Fusion. Sul fronte degli schermi la dipendenza si era già manifestata nel 2017 con l’iPhone X, quando il primo pannello OLED montato su uno smartphone Apple rese Samsung il fornitore esclusivo del componente più costoso del telefono.
Nei cicli successivi Apple ha affiancato a Samsung altri partner come LG Display e BOE per contenere i costi e diversificare la catena di approvvigionamento. L’avvento di iPhone Duo ripristina tuttavia il monopolio tecnologico di Samsung Display, l’unica realtà in grado di soddisfare le complesse specifiche del nuovo schermo flessibile.
Tecnologia M16 e CoE: l’ingegneria del nuovo schermo
Il display interno adotta il set di materiali OLED M16 sviluppato da Samsung Display abbinato alla tecnologia CoE, sigla che indica il Color Filter on Encapsulation. Questa combinazione migliora resa cromatica, luminanza complessiva ed efficienza nei consumi, anticipando standard non ancora impiegati nemmeno sui modelli commercializzati direttamente da Samsung.
La tecnologia Color Filter on Encapsulation elimina il tradizionale polarizzatore integrando il filtro colore direttamente sullo strato protettivo, riducendo lo spessore e le tensioni meccaniche nei punti di piegatura.
Nei pannelli tradizionali il polarizzatore ha il compito di bloccare i riflessi esterni, ma assorbe una quota consistente della luce emessa aumentando lo spessore complessivo. L’architettura CoE permette invece di ottenere un modulo sottile e caratterizzato da un’elevata trasmissione ottica, elemento cruciale per preservare l’integrità del pannello lungo la cerniera nel corso degli anni.
La struttura fisica si articola su dieci livelli ultrasottili. Ai lati del modulo OLED si trovano vetri ad alta resistenza, mentre la base strutturale è costituita da una piastra in titanio. Gli strati collanti interni consentono micromovimenti reciproci per distribuire lo stress meccanico della chiusura senza concentrarlo sull’asse centrale. La superficie esterna sfrutta un polimero dichiarato fino al 40% più rigido rispetto ai materiali consueti dei pieghevoli, con finitura nanotexture e trattamento antigraffio per mitigare i riflessi e minimizzare il solco centrale.
Resa di fabbrica e poli di assemblaggio
Cupertino aveva imposto una soglia di rendimento industriale pari ad almeno il 70% per dare il via libera definitivo alla commessa. Samsung Display ha superato la richiesta raggiungendo un’efficienza produttiva superiore all’80%.

Il primo lotto di produzione ammonta a circa tre milioni di unità. Le fasi di completamento del modulo avvengono all’interno degli stabilimenti Samsung Display in Vietnam, dove vengono integrati i circuiti di pilotaggio, i collegamenti flessibili e gli strati protettivi esterni.
| Parametro tecnico o industriale | Dettaglio specifico |
|---|---|
| Costo stimato per singolo pannello | Circa 250 dollari |
| Materiale emettitore OLED | Set Samsung M16 |
| Struttura antiriflesso | CoE (Color Filter on Encapsulation) |
| Supporto strutturale inferiore | Piastra in titanio |
| Architettura multistrato | 10 strati ad alta precisione |
| Soglia minima resa richiesta da Apple | 70% |
| Resa produttiva effettiva Samsung | Oltre l’80% |
| Volume iniziale ordinato | Circa 3 milioni di unità |
L’impatto economico sul mercato dei pieghevoli
L’intesa garantisce introiti imponenti al ramo display del gruppo coreano: ogni milione di iPhone Duo venduti genera all’incirca 250 milioni di dollari di fatturato per Samsung Display, al lordo dei costi vivi di fabbricazione.
La fornitura si inserisce in un quadro di forte crescita del segmento. I modelli Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Fold8 Ultra hanno segnato vendite europee superiori del 50% rispetto alla serie Fold7. Inoltre, il 20% dei clienti di Galaxy Z Flip8 proviene da altri produttori e il passaggio da vecchi iPhone verso la gamma Z Fold8 o Z Flip8 ha registrato un incremento del 60%.
Il debutto di Cupertino nel mercato pieghevole accende la sfida diretta tra i due giganti dell’elettronica di consumo, trasformando ogni vendita del nuovo dispositivo in un guadagno condiviso tra i due rivali.
📱 Il mercato degli smartphone pieghevoli entra in una nuova fase competitiva con l’arrivo del modello di Cupertino.
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