Lo studio su Science Advances: il 10% dei composti volatili emessi dagli alberi accelera lo smog urbano

Lo studio su Science Advances: il 10% dei composti volatili emessi dagli alberi accelera lo smog urbano
Lo studio su Science Advances: il 10% dei composti volatili emessi dagli alberi accelera lo smog urbano

Piantare alberi nelle aree urbane viene spesso considerato un rimedio automatico contro l’inquinamento atmosferico. Una ricerca pubblicata su Science Advances rivela però che alcune specie vegetali rilasciano sostanze in grado di accelerare la produzione di inquinanti dannosi.

Il fenomeno riguarda la formazione di ozono troposferico a bassa quota. Questo gas tossico, pericoloso per l’apparato respiratorio e cardiovascolare, si sviluppa quando determinate emissioni vegetali reagiscono con la luce solare e con gli ossidi di azoto prodotti da traffico e riscaldamento.

La reazione chimica dei composti organici biogenici

Gli scienziati della Jinan University hanno analizzato il comportamento dei composti organici volatili biogenici (BVOC), molecole rilasciate spontaneamente dalla vegetazione. Pur avendo una struttura affine ai solventi e alle vernici industriali (AVOC), queste sostanze naturali seguono dinamiche differenti.

I ricercatori hanno monitorato in tempo reale i parametri chimici di Pechino tra maggio e luglio del 2021, integrando i dati in un’indagine quinquennale. I composti biogenici costituiscono circa il 10% del totale dei composti volatili rilevati nell’aria cittadina.

Nonostante la percentuale ridotta rispetto alle fonti artificiali, i gas emessi dagli alberi presentano una reattività chimica molto più rapida. Tra questi, l’isoprene si è dimostrato il principale catalizzatore nella generazione dell’ozono a livello del suolo.


Alberi e vegetazione urbana lungo una strada cittadina

Le specie critiche e il confronto europeo

L’indagine botanica condotta nella capitale cinese evidenzia una forte concentrazione di specie ad alto rilascio di isoprene. Alberi ampiamente diffusi nel verde pubblico locale, in particolare salici e pioppi, rilasciano quantitativi elevati di questa molecola.

I dati mostrano differenze sostanziali quando confrontati con il contesto europeo. In molte città d’Europa le specie dominanti utilizzate nei viali e nei parchi presentano profili emissivi differenti, con rilasci minimi di isoprene e un impatto inferiore sui tassi di ozono estivo.

La pianificazione forestale dei nuovi quartieri

I risultati dello studio non mettono in discussione l’importanza del patrimonio arboreo per la cattura dell’anidride carbonica e l’abbattimento delle isole di calore. Gli scienziati escludono interventi drastici come l’abbattimento delle piante già radicate.

L’indicazione operativa per gli urbanisti riguarda le future piantumazioni: nei piani di riqualificazione e sostituzione del verde cittadino diventa necessario selezionare varietà a basso rilascio di composti volatili, valutando preventivamente le concentrazioni di ossidi di azoto presenti nell’aria.

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