Il cinema internazionale perde una delle sue figure più influenti e coraggiose. Si è spento all’età di 77 anni il produttore britannico Jeremy Thomas, figura chiave dell’industria mondiale legata in modo indissolubile ad alcuni dei più grandi successi d’autore del grande schermo.
Nato a Londra il 26 luglio 1949, Thomas ha segnato intere generazioni di cinefili. Nel corso della sua lunga attività ha ridefinito il concetto di produzione indipendente su scala globale.
Il trionfo de L’ultimo imperatore e il sodalizio con Bernardo Bertolucci
Il punto più alto della sua carriera produttiva resta il capolavoro del 1987 L’ultimo imperatore, diretto dal maestro italiano Bernardo Bertolucci. L’opera si impose alla cerimonia degli Academy Awards conquistando 9 premi Oscar, compresa la statuetta per il miglior film, oltre a far vincere a Thomas il David di Donatello.
Il legame professionale e artistico con Bertolucci è proseguito per decenni attraverso opere di enorme impatto visivo. Tra queste spiccano titoli come Il tè nel deserto, Piccolo Buddha, Io ballo da sola e, nei primi anni Duemila, The Dreamers.
Jeremy Thomas
Dagli esordi tecnici ai grandi festival mondiali
Prima di affermarsi ai vertici dello show business, Jeremy Thomas ha mosso i primi passi nel settore svolgendo mansioni tecniche. Ha lavorato come assistente al montaggio per Il viaggio fantastico di Sinbad, per poi curare il montaggio di A Misfortune e del documentario Brother, Can You Spare a Dime? di Philippe Mora.
Nel 1976 ha inaugurato la propria carriera da produttore con Braccato a vita, seguito subito dopo da L’australiano di Jerzy Skolimowski. La pellicola ottenne subito il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria alla 31ª edizione del Festival di Cannes.
La regia e le produzioni con i maestri contemporanei
Nel 1998 Thomas ha debuttato anche dietro la macchina da presa dirigendo il thriller drammatico All the Little Animals. Negli anni successivi ha continuato a scommettere su autori dal linguaggio radicale e non convenzionale.
Tra i progetti di spicco figurano Brother di Takeshi Kitano e Sexy Beast – L’ultimo colpo della bestia di Jonathan Glazer, entrambi realizzati nel 2000. Il suo catalogo include inoltre titoli come Tideland – Il mondo capovolto di Terry Gilliam e Fast Food Nation di Richard Linklater.
Per il suo straordinario contributo alle arti visive, nel 2009 era stato nominato Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (CBE).


